Cultura

LA PITTRICE SOGNANTE. PLAUTILLA BRICCI ED IL “SOGNO DIVINO”

Che i sogni abbiano avuto la loro rilevanza riguardo alla creazione di opere artistiche è un fatto tanto misterioso quanto affascinante. Infatti, moltissime delle opere delle “sette arti”, di ieri e di oggi, hanno avuto origine dai sogni: la celebre canzone Yesterday dei Beatles è stata composta velocemente da Paul McCartney al pianoforte dopo aver sognato interamente la sua melodia; lo scrittore Robert Louis Stevenson, dopo aver avuto un incubo febbrile, ebbe l’ispirazione per scrivere il romanzo gotico Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde; Inception, capolavoro cinematografico di Christopher Nolan con ben quattro premi Oscar, è interamente basato sulla logica dei sogni. Solo qualche esempio per confermare di come queste, così come moltissime altre opere, abbiano avuto un sogno come base ispiratrice.

Ma è mai capitato che sia stato un sogno vero e proprio a completare un’opera d’arte? Roma, ovviamente, ne sa qualcosa.

Ci troviamo a Piazza del Popolo e, seduti con le spalle addossate all’enorme stele egizia risalente all’epoca del sovrano Ramses II (lo stesso faraone che, secondo alcune teorie, si sarebbe opposto a Mosè nel Libro dell’Esodo), poniamo il nostro sguardo verso il “tridente”, creato dalle due “chiese gemelle”: Santa Maria in Montesanto (quella interposta tra Via del Corso e Via del Babuino) e Santa Maria dei Miracoli (quella interposta tra Via del Corso e Via di Ripetta).

Focalizzandoci esclusivamente sul fabbricato di sinistra, tutti potremmo confermare che, almeno una volta, l’abbiamo sentita nominare come la “Chiesa degli Artisti”. Già, ma perché questo? Tutto risale all’immediato dopoguerra.

Nel 1941, il presbitero e storico dell’arte Ennio Francia ebbe la singolare idea di celebrare a Roma una messa esclusivamente per coloro che si occupavano d’arte e, dopo aver cambiato diversi luoghi per la celebrazione del culto, la liturgia trovò definitivamente sede proprio qui, dove tutte le domeniche, da oltre sessant’anni, viene celebrata questa specifica celebrazione eucaristica.

Difatti, la Chiesa è tristemente nota anche perché quando un artista o un personaggio della cultura o dello spettacolo muore, le sue esequie vengono spesso celebrate proprio qui: basti pensare a Ferruccio Amendola, Gina Lollobrigida oppure – ahimè – al grande Gigi Proietti.

Tuttavia, al di là di questi aneddoti, l’oggetto da considerare qui è molto più specifico. Per conoscerlo è necessario entrare dentro questa chiesa e, oltre a decidere di sostare per qualche minuto nel santo momento di quiete che questo luogo può offrire, osservare la splendida Madonna col Bambino posta dietro l’altare.

Non una “maternità” come le altre. Perché? Dipinta intorno al 1640, potrebbe sorprendere qualcuno sapere che quest’opera è stata realizzata da una donna: Plautilla Bricci. Figlia dell’artista poliedrico Giovanni Bricci – pittore, drammaturgo e musicista italiano – Plautilla è stata un’artista importantissima nello scenario internazionale anche perché è notoriamente accertato essere stata l’unica architetta donna dell’epoca preindustriale.

Negli stessi anni in cui la “Chiesa degli artisti” era in fase di completamento, il padre riuscì a farle ottenere la commissione per l’esecuzione della pala d’altare destinata ad adornarla.

E, proprio in quest’occasione, una curiosa leggenda, racconta che Plautilla, mentre dipingeva l’icona, una sera, stremata dai numerosi e vani tentativi di raffigurare il volto della Vergine – che mai riusciva a rendere come desiderava – si addormentò. Al suo risveglio, con immenso stupore, vide che il volto di Maria, splendidamente dipinto, era apparso compiuto: talmente bello da sembrare opera di una mano divina…

L’opera divenne celebre in tutta Roma e, per sedare ogni pregiudizio di genere, – infatti, forse questa leggenda sarebbe stata inventata perché a quel tempo si riteneva le donne incapaci a fare arte –, il restauro avvenuto nel 2016 ha scoperto e rinvenuto nell’opera la firma autografa di Plautilla, fugando e chetando così ogni dubbio.

La parità di genere è ancora lontana, ma che l’opera principale della chiesa dedicata solo agli artisti, nella città più bella e con più arte al mondo, sia stata fatta da una donna, forse, è una bella rivincita; dai…

STEFANO VECCHIARELLI

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