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PLAUSO ALLE ACLI DI ROMA DA REGIONE, CAR E ISOLA SOLIDALE PER PREMIO BUONE NOTIZIE

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Sono particolarmente felice per l’assegnazione del premio ‘Buone Notizie 2018’ alle Acli di Roma per il progetto ‘Il pane A Chi Serve 2.0’, un’iniziativa di grande valore etico volta a contrastare la povertà e gli sprechi alimentari. Proprio a seguito di questa fortunata esperienza le Acli di Roma hanno voluto ampliare l’iniziativa, dando vita al progetto ‘Il Cibo che Serve’, che la Regione Lazio ha finanziato nell’ambito del Bando per il contrasto delle povertà estreme e della marginalità sociale. La sinergia tra le istituzioni è una carta sempre vincente, soprattutto quando mette in moto percorsi virtuosi, in grado di creare legami solidali e di prossimità”. Lo scrive in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

“Il meritato premio ‘Buone Notizie 2018′ ricevuto dalle Acli di Roma è un segnale importante che premia anche il lavoro fatto in rete tra istituzioni, in particolare la Regione Lazio, l’imprenditoria e la società civile”. E’ quanto scrive in una nota Fabio Massimo Pallottini, Direttore Generale del Centro Agroalimentare di Roma. “Con le Acli di Roma – aggiunge Pallottini – abbiamo fatto un ‘patto per i poveri della città’ mettendo a disposizione una sede all’interno del CAr e ridistribuendo, grazie a i volontari delle Acli, il cibo in eccesso alla rete sociale di Roma. Questo premio ci dice che siamo sulla buona strada per fare in modo che la lotta agli sprechi alimentari divenga uno stile di vita. Proprio per questo motivo venerdì prossimo ad Explora realizzeremo un evento con i bambini romani per abituarli a non sprecare il cibo e su come riutilizzarlo”.

 “Il premio buone notizie assegnato alle Acli di Roma è un giusto riconoscimento al lavoro silenzioso svolto in questi anni da questa associazione grazie alla quale arrivano costantemente ai nostri ospiti pane e cibo di prima qualità”.

E’ quanto dichiara in una nota Alessandro Pinna, presidente dell’Isola Solidale che è una struttura nata oltre 50 anni fa a Roma, accoglie i detenuti (grazie alle leggi 266/91, 460/97 e 328/2000) che hanno commesso reati per i quali sono state condannate, che si trovano agli arresti domiciliari, in permesso premio o che, giunte a fine pena, si ritrovano prive di riferimenti familiari e in stato di difficoltà economica.
“Un segno concreto questo – aggiunge Pinna – di come, facendo rete, si possa offrire una speranza concreta a tante persone che vivono in uno stato di disagio”.

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