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OPERATORI DEL 112 IN PRIMA LINEA: PICCHI DA 15MILA CHIAMATE AL GIORNO

Sono schierati in prima linea, con turni che vanno dalle 10 alle 12 ore. Sono gli operatori del Nue che, da quando è iniziata l’emergenza coronavirus, si trovano a gestire un carico enorme di telefonate.

Le chiamate sono moltiplicate, dalle 7/8 mila prima dell’emergenza a picchi che hanno raggiunto quasi 15 mila: il 70 per cento delle richieste riguardano il coronavirus. Un lavoro di sinergia con gli altri presidi come il Numero verde regionale o il 118. Un operatore del Numero unico per le emergenze del Lazio (112) racconta, ad Agenzia Nova, come nella centrale operativa di via Laurentina si sta affrontando l’emergenza. “Stiamo lavorando incessantemente – dice – per rispondere il più possibile ai bisogno reali o meno dei cittadini”. Se è vero che “sono calate le segnalazioni dei ‘classici’ reati, sono aumentate le persone che chiamano per avere informazioni a 360 gradi sul Covid-19”.

E così anche loro, gli operatori, sono stati formati. “Stiamo facendo ‘triage telefonico’ – spiega ancora – abbiamo un medico fisso in sala che ci dà una mano e sono state predisposte 10 postazioni fisse per rispondere a questo tipo di chiamate”. Dai Dpcm emanati agli orari di negozi, i romani e non solo, chiamano il 112 “anche solo per avere un confronto”, sono “un punto di riferimento”. “A Roma – continua – sono calate le segnalazioni per incidenti, ad esempio, ma sono aumentate quelle che riguardano le liti in famiglia o nei condomini”. Le persone “sono stanche, stremate da questo isolamento”, prosegue, “e per questo riceviamo molte segnalazioni di litigi per futili motivi tra condomini, ad esempio”. Inoltre “i dati ci dicono anche che sono aumentate le rapine nei supermercati che in questo momento hanno molta disponibilità di contanti nella casse” mentre il dato stabile riguarda gli incendi. “Molti di noi hanno rinunciato alle ferie, in questo momento ci sentiamo tutti coinvolti e per il bene della comunità mandiamo avanti il servizio, ma anche noi abbiamo paura”. Anche se “il nostro lavoro, fatto di passione e senso civico, ci impone ad andare avanti, nonostante la stanchezza dei turni lunghi, delle notti. Ci siamo, siamo in prima linea e continueremo a fare il nostro al meglio delle nostre professionalità”. Così, ogni giorno, gli operatori si infilano la mascherina, sterilizzano le postazioni e iniziano a lavorare con un’unica grande missione “Pronto 112, che cosa possiamo fare per lei? Come possiamo aiutarla?”. 

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