NUOVO CORRIDOIO UMANITARIO DA LESBO CON L’ELEMOSINIERE DEL PAPA

“Dobbiamo cominciare da noi stessi, da me stesso, come ha fatto il Santo Padre. E poi dai cardinali, dai vescovi: apriamo le nostre case, i nostri spazi, case religiose, parrocchie. I soldi li abbiamo. Il Santo Padre vuole la Chiesa povera: ecco, la possibilità di essere veramente poveri c’è. Quando dividiamo noi stessi, diventiamo veramente ricchi e tutto torna di nuovo”. Lo ha detto, all’aeroporto di Fiumicino, l’Elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Kraiewski, giunto con 33 profughi grazie al primo corridoio
umanitario dall’isola greca di Lesbo.
“Il Papa è colui che mette i ponti ed oggi abbiamo messo questo primo ponte, con il corridoio umanitario, ed è totalmente evangelico – ha detto il cardinale – Ringrazio il Governo italiano, che ha permesso di realizzare il Corridoio, e quello greco, che ha lavorato per superare tutti i problemi burocratici e pagato tutti i biglietti aerei dei rifugiati”.
“Ho visto nei campi dell’isola di Lesbo situazioni terribili: 15mila persone in uno spazio stretto, senza la luce. Certo, il Governo greco fa tutto il possibile ma non sono preparati. Lesbo è una piccola isola e le persone sono tante. Svuotare questi campi, che il Papa ha chiamato ’campi di concentramento’,
significa aiutare anche il popolo greco e i profughi che sono là¬. Nelle condizioni in cui sono ora, si ferma la speranza a Lesbo. Con la gente di buona volontà possiamo moltiplicare i corridoi e questo sarà il nostro miracolo. L’Avvento ci dice: “Svegliatevi”: questo primo corridoio vuol dire allora a tutti noi: “Svegliatevi!”. Ci ha dato l’esempio il nuovo cardinale di
Lussemburgo: due settimane fa ha portato due persone da Lesbo a carico suo; ha diviso con loro lo spazio della casa e vivono insieme”.



