ROMA SEDE DEI COLLOQUI TRA LIBANO E ISRAELE

Inizia oggi, 14 luglio, a Roma il sesto ciclo di colloqui tra le delegazioni di Libano e Israele. Lo aveva confermato venerdì mattina il vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani a margine della riunione ‘Amici dei Balcani’ a Villa Madama. Tajani aveva inizialmente rimandato la scelta della data alle parti che, oltre Israele e Libano, contano anche gli statunitensi mediatori del dialogo.
L’obiettivo dell’incontro è quello di consolidare il primo delicato accordo raggiunto a Washington lo scorso 26 giugno. Ad annunciare per primo questo nuovo confronto era stato l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, durante un incontro con il Council on Foreign Relations il 6 luglio nella capitale statunitense.
Il colloquio si svolgerà ancora a livello di ambasciatori ma potrebbe rappresentare un segnale di apertura, rispetto a quanto sta accadendo sul fronte dei dialoghi tra Usa e Iran. La tensione tra Washington e Teheran si è infatti alzata negli ultimi giorni, con il riaccendersi dei reciproci attacchi.
“Roma diventa centrale, una capitale di pace, in un momento in cui c’è bisogno di diplomazia che lavori a favore della pace. Ed è quello che stiamo facendo”, queste sono state le parole del vicepremier Tajani nell’offrire disponibilità per l’incontro a Roma.
L’Italia non è mai stata estranea agli scontri tra i due Paesi. Sono più di 1200 le unità italiane presenti nella missione Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon) nel sud del Libano. Lo scorso aprile alcuni spari di avvertimento esplosi dalle forze armate israeliane avevano colpito uno dei contingenti italiani impegnati nell’area a pochi chilometri dalla base di partenza. L’episodio aveva spinto il ministro degli Esteri e quello della Difesa italiani, nonché la premier Meloni a condannare l’attacco.
Presentare Roma come sede di un possibile dialogo significa, da parte dell’Italia, tentare di proporsi come intermediario diplomatico. Non è tuttavia ancora previsto un incontro diretto tra i due leader Aoun e Netanyahu.



