lunedì , 20 novembre 2017

FRANCESCO VICINO AI CRISTIANI DI ORIENTE SPESSO PERSEGUITATI E UCCISI

monito papa

Papa Francesco, durante la messa per il centenario del Pontificio istituto orientale e della Congregazione per le chiese orientali, ha ricordato che al momento della fondazione di queste due istituzioni, “infuriava la Prima Guerra Mondiale; oggi, come ho gia’ avuto modo di dire, – ha rimarcato – noi viviamo un’altra guerra mondiale, anche se a pezzi. E vediamo tanti nostri fratelli e sorelle cristiani delle Chiese orientali sperimentare persecuzioni drammatiche e una diaspora sempre piu’ inquietante”.

Il pontefice ha celebrato la messa nella basilica di Santa Maria Maggiore, dopo aver visitato il Pontificio istituto orientale, che sorge su un altro lato della piazza; al suo arrivo nel prestigioso istituto affidato ai gesuiti, il Papa ha salutato i superiori della Congregazione per le Chiese Orientali, i patriarchi e gli arcivescovi maggiori per poi spostarsi nel giardino dove ha ha benedetto un cipresso alla presenza degli studenti e infine, in aula magna, ha incontrato e salutato i benefattori e la comunita’ dei gesuiti.

La basilica papale di Santa Maria Maggiore e’ cara alla memoria dell’Oriente cristiano, perche’ dedicata al mistero della Theotokos, la divina maternita’ di Maria, proclamato con atto solenne durante il Concilio di Efeso, quando la Chiesa non era ancora divisa tra cattolici e ortodossi.

A celebrare la messa insieme a Papa Francesco è stato il venezuelano Arturo Sosa, e hanno partecipato al rito, oltre agli officiali e al personale sia dell’Orientale che della Congregazione per le chiese orientali, anche alcuni membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Alla fine della messa, il prefetto della Congregazione, il cardinale argentino Leonardo Sandri ha rivolto un augurio al Papa e, nel corso della giornata, dovrebbe esser letto un suo messaggio per la ricorrenza.

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