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I RIFUGIATI SUDANESI DI VIA SCORTICABOVE IN VICARIATO: TUTELARE I DIRITTI UMANI

I rifugiati insieme al Vescovo.
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Una delegazione della comunità di rifugiati sudanesi di via Scorticabove è stata ricevuta presso il Vicariato di Roma dal vescovo ausiliario di Roma Sud e delegato della Migrantes del Lazio, Don Paolo Lojudice insieme al direttore di Migrantes di Roma. La delegazione è stata accompagnata da una rappresentanza delle realtà sociali e sindacali che da ieri si sono mobilitate al fianco della comunità ingiustamente sgomberata senza nessun preavviso e senza nessuna colpa, nonostante le 120 persone che vivevano nello stabile siano titolari dello status di rifugiato. Ci troviamo quindi, in una situazione in cui i diritti fondamentali dei titolari di protezione internazionale sono stati violati. Dopo aver passato la notte per strada con tende e sacchi a pelo, all’intera comunità non è stata proposta alcuna soluzione abitativa alternativa congrua alla loro condizione.

Chiediamo alla sindaca di Roma e all’assessorato alle politiche sociali, alla salute, alla casa e all’emergenza abitativa di trovare adeguate soluzioni seguendo le indicazioni delle Convenzioni Internazionali che tutelano i Diritti dei titolari di protezione internazionale e dall’UNHCR, le quali prevedono il pieno godimento dei diritti di cittadinanza dei rifugiati così come dei cittadini italiani. Il nostro unico obiettivo è che venga immediatamente garantita la dignità e i diritti dei 120 sudanesi che non hanno nessuna responsabilità di quanto accaduto e che sono vittime due volte: prima perché costretti a scappare dalla guerra e poi perché, invece di ricevere risposte, sono stati sgomberati ingiustamente.

Ricordiamo a tutta la cittadinanza e alle istituzioni preposte, che la comunità vive nello stabile di via Scorticabove dal 2005 su concessione dell’Amministrazione Comunale. Dal 2015 la cooperativa che si occupava del servizio di accoglienza, e che nulla ha a che vedere con la comunità sudanese, ha interrotto la gestione in seguito ai fatti di Mafia Capitale. Da quella data la comunità si è autogestita in conseguenza delle inadempienze delle autorità preposte al controllo e al governo, nonostante siano state sollecitate più volte.

Una situazione, questa, che tutta la nostra città non può e non deve accettare, in nome di quella civiltà fondata sul Diritto e sulle responsabilità, che ciascuno deve assumersi. Per questo, facciamo appello alla Sindaca di Roma, Virginia Raggi, ribadendo la nostra disponibilità a contribuire affinché vengano trovate soluzione condivise che garantiscano la coesione e la dignità di tutti.

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