Religioni

DIECI MILIONI DI EURO DA FAAC PER DARE MANO A CHI HA BISOGNO

Aiuti alle famiglie in difficolta’ con  l’affitto o con il pagamento delle bollette. Borse di studio e  aiuti per gli studenti con disabilita’ o per frequentare il  doposcuola. Fondi per le missioni, per supportare altre diocesi o  per progetti sul territorio. Ma anche soldi per consentire ai  bambini, che altrimenti non potrebbero permetterselo, di fare  sport o di andare in gita assieme ai compagni di classe. Cosi’ la  Chiesa di Bologna spende i milioni di dividendi che incassa da  Faac, il colosso dei cancelli automatici lasciato in eredita’  alla Diocesi da Michelangelo Manini nel 2012: dieci milioni per  l’esattezza per il 2019 (nove al metto delle tasse), che sono  stati utilizzati, per esempio, per evitare lo sfratto a 54  famiglie. Tanti soldi, considerato che la chiesa bolognese riceve  circa 1,5 milioni dall’8xMille. “Con i fondi Faac non si sostiene  l’attivita’ ordinaria della vita della Chiesa, ma si finanziano  attivita’ straordinarie che altrimenti non si potrebbero fare.
L’obiettivo e’ aiutare le famiglie a uscire da una fase crisi in  modo che una situazione grave non diventi drammatica. Della somma  disponibile, 6,5 milioni sono gia’ destinati, mentre il resto  resta a disposizione per far fronte a situazioni di emergenza che  non riguardano solo il territorio bolognese”, spiega il vicario  generale, Giovanni Silvagni. Di quei 6,5 milioni, circa un  milione e mezzo va alla Caritas diocesana per il fondo di  solidarieta’ delle parrocchie, 1,3 milioni e’ dedicato al mondo  della scuola e dell’istruzione, un milione e’ destinato a Insieme  per il lavoro. Sulla distribuzione degli altri 2,7 milioni decide  una commissione presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, che valuta  progetti sul territorio (32 quest’anno, compresi interventi a  favore del reinserimento di chi esce di prigione, per i migranti
e i senza fissa dimora).  La commissione guidata da Zuppi stanzia fondi anche per le
missioni (19) e le richieste di aiuto prevenienti da altre  diocesi. “Se si guardano le richieste che arrivano dalle  parrocchie ci si rende conto che il problema principale per tante  persone e’ la casa”, osserva il direttore della Caritas  diocesana, don Matteo Prosperini. Lo scorso anno alle parrocchie  sono arrivati circa 1,3 milioni di euro, che sono stati  utilizzati per aiutare 1.770 famiglie con 2.454 minori: 300.000
euro sono serviti a far fronte ai problemi (in primis l’affitto)  legati all’abitazione, 358.000 sono stati spesi per il pagamento  delle bollette, 63.136 hanno coperto spese sanitarie, 225.000 per  tante altre piccole cose, comprese le quoter per le gite dei  ragazzi, la retta per la frequenza di corsi sportivi, la mensa  scolastica, l’assicurazione della macchina. All’interno di  Insieme per il lavoro, invece, la Diocesi ha seguito direttamente  l’inserimento lavorativo di 400 persone (sulle 850 totali tornate  al lavoro grazie al progetto), proponendo alle aziende  “prioritariamente le persone che hanno piu’ bisogno”, puntualizza  il referente Giovanni Cherubini.

Articoli correlati

Back to top button
Close