CROCE ROSSA: A ROMA AUMENTANO FAMIGLIE BISOGNOSE E DONNE SENZATETTO

Le richieste di pacchi alimentari aumentano di giorno in giorno a Roma così come aumentano le “facce nuove” tra i senza tetto. Sono i preoccupanti segnali di una povertà che avanza a causa delle restrizioni dovute al coronavirus, registrati dalla Croce rossa di Roma.
“Sempre più famiglie hanno bisogno del pacco alimentare, quello che contiene beni di primissima necessità e che prima distribuivamo solitamente a famiglie bisognose che ben conoscevamo e che erano in quello stato di disagio da tempo – dichiara ad “Agenzia Nova” Debora Diodati presidente di Croce rossa Roma – oggi la richiesta è cresciuta di almeno il 40 per cento”. Al numero verde di emergenza della Croce rossa chiamano ogni giorno per chiedere ogni tipo di supporto; “dall’anziano per la spesa o i farmaci, ai padri o madri che, rimasti senza lavoro, non possono fare la spesa e non hanno di che vivere”. A Roma la Croce rossa distribuisce non meno di 700 pacchi a settimana, in larga parte nelle periferie ma anche in centro. Il pacco contiene pasta, latte, passata pomodoro, zucchero, biscotti, tonno olio e scatolame vario “ma stiamo dando anche frutta e verdura grazie a iniziative come ‘spesa solidale’ o ‘spesa sospesa’ dove la gente dona alimenti da destinare ai bisognosi, oppure grazie ai negozi o mercati che fanno donano alimenti”.
Chi siano i nuovi bisognosi al tempo del coronavirus, è facile intuirlo. “Le persone che ci chiedono aiuto sono i lavoratori precari – spiega Diodati – Tanto italiani quanto stranieri; gente che prima riuscivano a tirare avanti guadagnando alla giornata ciò che spendevano per le esigenze quotidiane. Sono i lavoratori a nero, uomini e donne che svolgevano lavori umili e non riconosciuti e che oggi, a causa del virus, hanno perso anche quello conoscendo in poche settimane, uno stato di povertà ancora più profondo. “I casi in cui ci imbattiamo sono più o meno tutti simili – Diodati continua a raccontare – ma quando la richiesta di aiuto arriva da un nucleo familiare con cinque bambini piccoli e i genitori non hanno nessuna entrata, capisci che in quel caso bisogna fare qualcosa in più per sostenerli”. Ma il problema non è solo nell’immediato. “Siamo preoccupati per il futuro perché le cose non torneranno alla normalità quando si tornerà a circolare liberamente, o quantomeno non subito”.
Sul versante dei senza fissa dimora le cose non vanno meglio. “Prima le persone che vivevano per strada avevano da mangiare in abbondanza grazie ai commercianti – spiega la presidente di Croce rossa Roma -. Con i negozi chiusi la fame si fa sentire e abbiamo dovuto attivare nuovamente dei servizi mensa che avevamo chiuso. A questo si aggiunge un altro fenomeno: le nostre unità di strada hanno notato, nei bivacchi notturni, tante persone nuove che alcune settimane fa non c’erano. Sono in particolare donne italiane di età compresa tra i 50 e i 60 anni. Nei giri serali che facciamo nei ricoveri di fortuna tra stazioni, piazze e anfratti della Città eterna il fenomeno è evidente e non sappiamo spiegarcelo. Per fortuna tra le persone senzatetto, non ci sono malati di Covid”.



