ROMA, SCOPERTA JOINT-VENTURE MAFIOSA TRA ‘NDRAGHETA, CAMORRA E CASAMONICA
Nel corso dell’indagine patrimoniale, condotta dalla Polizia di Stato, sono stati assicurati alla giustizia un grande numero tra immobili di vario valore, conti bancari e postali e ulteriori attività illecite per un valore pari a 25 milioni di euro, ma l’aspetto più importante è che ha fatto emergere un unione d’intenti, una joint-venture, tra diversi clan criminali di tipo mafioso.
Da quello che è emerso nel corso delle indagini si è riusciti a scovare una società d’interessi illeciti che al suo interno vedeva esponenti della ‘ndrangheta, della camorra e della famiglia senti dei Casamonica, quindi di tre famiglie legate visceralmente alla mafia, che grazie a questa mossa riuscivano ad avere una fonte di profitto costante, capace di gestire oltre al traffico di stupefacenti anche usura, estorsioni, riciclaggio e falso.
A queste indagini hanno preso parte la Procura della Repubblica di Palmi, la Procura Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, la DDA di Milano e la DDA di Roma che hanno accertato come a partire dagli anni 90 questa società, fermata poi nel 2014, abbia operato ininterrottamente per il traffico e lo spaccio di cocaina proveniente dalla Calabria e destinato al mercato romano.
Nel provvedimento il Giudice ha sottolineato la sussistenza “di concreti ed obiettivi elementi, fondati su circostanze di fatto, per affermare la pericolosità sociale ‘qualificata’” delle persone coinvolte “poiché gli stessi- anche quando non siano direttamente appartenenti ad associazioni di stampo ‘ndranghetista – sono tuttavia pronti ad agevolare tali associazioni ed inoltre attuano altresì attività di riciclaggio…. Ne emerge un complesso sistema criminale che coinvolge…tutte le società agli stessi riconducibili, le quali fungono da ‘contenitori’ per la gestione di capitali provenienti da attività delittuose le cui prerogative sono anche quelle di costituire uno schermo atto a neutralizzare eventuali azioni giudiziarie ablative, di massimizzare, se possibile, ulteriormente i profitti ed offrire un volto presentabile di ‘colletti bianchi’ capaci di contrattare con l‘imprenditoria, ma anche con la pubblica amministrazione”.




