Sociale

TENSIONI E PROTESTE NEL CENTRO D’ACCOGLIENZA DI TORRE MAURA

L’emergenza coronavirus a Roma rischia di intrecciarsi con ciò che sembra essere una nascente emergenza della gestione dei migranti nei vari centri di accoglienza della Capitale.

Un rischio che ieri pomeriggio ha preso corpo nel centro di via dell’Usignolo a Torre Maura dove sono stati accolti circa un centinaio di cittadini stranieri richiedenti asilo. Da tempo i residenti lamentavano un continuo via vai di migranti che non rispettavano il decreto anti coronavirus che impone a tutti di non uscire di casa o dal proprio alloggio. Probabilmente una stretta ai movimenti è arrivata ieri pomeriggio quando gli operatori del centro hanno impedito ad un gruppo di migranti di uscire e questo divieto ha scatenato la protesta facendo divampare incendi di materassi e lenzuola oltre ad una sassaiola con cui sono state mandate in frantumi alcune vetrate.

Una situazione incandescente che ha richiesto l’intervento non solo dei vigili del fuoco per domare le fiamme, ma anche della polizia accorsa in forze e con il reparto mobile. Alle 19 circa la situazione è tornata sotto controllo ma la tensione resta alta. Nei giorni scorsi gli stessi ospiti del centro di Torre Maura, quartiere periferico della capitale, erano già balzati agli onori della cronaca per il paventato trasferimento di alcuni di loro a Nettuno: tasferimento bloccato dalle proteste dell’amministrazione del comune del litorale preoccupata per la positività al Covid-19 di due dei migranti.

Ma non è solo la struttura di Torre Maura a far parlare di sé. Nel quartiere Romanina, periferia est della Capitale, nello stabile occupato da richiedenti asilo politico conosciuto come Selam palace, tra i 500 stranieri vi sono 50 casi accertati di Covid-19. Una situazione che ha fatto innalzare la tensione nel quartiere. Tamponi a tappeto sono stati effettuati sui migranti.

Da giorni l’esercito presidia la struttura e i volontari dell’associazione Cittadini del mondo sono impegnati nel percorso di mediazione con gli occupanti. Tra loro ci sono molti bambini, donne e anziani e adesso il rischio di un focolaio si fa concreto viste anche le condizione igienico sanitarie dell’edificio di nove piani con stanze piccole e senza finestra, pochi i servizi igienici, insufficienti per un numero così alto di ospiti. Gli aiuti, generi alimentari e sanitari, sono stati distribuiti anche dalla Protezione civile, presente sul posto con una tenda per il triage mentre sono bloccate le vie di entrata e di uscita dell’ex facoltà di Lettere e filosofia dell’Università Tor Vergata.

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