SPESE PREVISTE PER IL 2021 LE PIU’ BASSE DELLA STORIA RECENTE DELLA SANTA SEDE

“Le spese preventivate per il 2021 sono le più basse della storia recente della Santa Sede, ma i risparmi sono stati fatti senza diminuire il servizio alla missione del Papa e difendendo salari e posti di lavoro dei dipendenti. C’è bisogno del sostegno dei fedeli”. Così padre Juan Antonio Guerrero Alves, prefetto della Segreteria per l’Economia, sul budget 2021 che prevede un deficit di quasi 50 milioni di euro (80 se non ci fosse l’Obolo di San Pietro). “La crisi provocata dalla pandemia è la causa di questo bilancio restrittivo, in cui le entrate previste sono molto inferiori a quelle del 2019, l’ultimo anno senza pandemia”.
Allora, spiega il ‘ministro’ vaticano dell’Economia in un’intervista ai media della Santa Sede, “le entrate sono state 307 milioni di euro e per quest’anno prevediamo il 30% in meno, 213 milioni”. D’altra parte, “sebbene le spese preventivate siano le più basse nella storia recente della Santa Sede – almeno da quando esiste la Segreteria per l’Economia – non è possibile ridurle nella stessa misura delle entrate mantenendo intatta la missione della Santa Sede. La riduzione totale delle spese prevista è dell’8% – prosegue -. Se escludiamo le spese per il personale, che non abbiamo ridotto perché la protezione dei posti di lavoro e dei salari è stata una priorità, la riduzione sarebbe del 15%”.
Il gesuita spagnolo, nominato da papa Francesco il 14 novembre 2019 prefetto della Segreteria per l’Economia, sottolinea che “circa il 50% del bilancio è costituito dalle spese per il personale, una spesa che è molto poco flessibile, e che cresce automaticamente con i bienni e con l’indice del costo della vita”.
“Nel 2020 il costo per il personale è cresciuto del 2% rispetto al 2019. La protezione dei posti di lavoro e dei salari è stata sinora per noi una priorità – osserva -. Papa Francesco insiste sul fatto che risparmiare denaro non deve significare licenziare i dipendenti, è molto sensibile alla situazione delle famiglie”. Di fronte alla caduta degli introiti, padre Guerrero avverte che “se non arrivano le donazioni, oltre a risparmiare il più possibile, possiamo solo usare le riserve”.
“Non dobbiamo essere allarmisti – spiega comunque -. Le riserve ci sono per questo: possono e devono essere utilizzate in tempi di difficoltà economiche. Basta pensare a come si stanno indebitando molti Paesi a causa della pandemia. Il reddito generato dall’affitto di immobili, dalle attività economiche e dai servizi si riprenderà gradualmente quando la situazione economica sarà più stabile, i musei potranno aprire senza restrizioni e ci sarà di nuovo un afflusso normale di turisti”.
Tuttavia, continua, “dobbiamo essere prudenti con i livelli di spesa ed è molto importante continuare a fornire un’informazione chiara e trasparente, che dia tranquillità ai fedeli sull’uso delle loro donazioni”. Per quanto riguarda la strategia che seguirà il dicastero con la crisi sanitaria, cui si è aggiunta quella economica e sociale, Guerrero ricorda che “alcune attività sono state ridotte, come congressi, viaggi, riunioni, alcuni lavori necessari sono stati rimandati a una data successiva, ma allo stesso tempo altre nuove attività sono state necessarie per rispondere alla situazione creatasi”.
A motivo della situazione generata a causa del Covid sono stati destinati 5 milioni di euro per soccorrere, tramite la rete internazionale di Caritas, le necessità delle Chiese più svantaggiate, che sono diventate più pressanti. “Per le situazioni ordinarie in certi casi alcuni aiuti sono aumentati e in altri sono diminuiti”, aggiunge. L’Apsa sta facendo parecchi sforzi: da un lato, cerca di essere solidale con le persone e le imprese che hanno difficoltà a pagare gli affitti, dall’altro si sta riorganizzando per essere più efficiente nei suoi servizi e migliorare il rendimento degli investimenti mobiliari e immobiliari.
“Stiamo anche cercando di snellire i nostri processi interni per essere più efficienti, evitando la burocrazia inutile e la duplicazione di sistemi e attività, che ci permetteranno a medio termine di fare molto di più senza necessità di aumentare le spese”, conclude Guerrero. Ma in ogni caso, “se questa situazione va avanti troppo a lungo non saremo in grado di contenere il deficit se non con il sostegno dei fedeli”.



