SAVE THE CHILDREN, UN BAMBINO SU 6 NEL LAZIO VIVE IN POVERTÀ RELATIVA

Oggi nel Lazio il 15,4 per cento dei minori vive in condizioni di povertà relativa, un dato al di sotto della media nazionale (22 per cento) ma che riguarda comunque quasi 1 minore su 6 nella regione, e conferma come la povertà minorile resti una vera emergenza. È questo il quadro che emerge dal focus sul Lazio all’interno del rapporto sull’infanzia di Save the Children.
A livello nazionale negli ultimi dieci anni il numero dei minori in Italia che vivono in povertà assoluta è più che triplicato, passando dal 3,7 per cento del 2008 al 12,5 per cento del 2018. Parliamo di 1,2 milioni di bambini e quindi di un record negativo che ha visto un peggioramento negli anni più duri della crisi economica, tra il 2011 e il 2014.
Non è l’unico dato preoccupante condiviso dall’associazione. Quello che emerge, infatti, è un Paese sempre più “vietato ai minori”, in cui i cosiddetti Neet (Not in emplyement, nor in education and training) sono in Italia 1 su 4 tra i giovani 15-29enni (23,4 per cento). Un dato che si conferma anche nel Lazio (22,4 per cento), crescendo addirittura di 7,5 punti rispetto a dieci anni fa.
L’impoverimento materiale ed educativo dei bambini in Italia, si accompagna anche ad un impoverimento “ambientale”. Infatti, mentre il dibattito mondiale si accende sull’impatto dei cambiamenti climatici sul pianeta, i bambini e adolescenti italiani crescono in un Paese in cui c’è sempre meno verde, con un aumento di 30.000 ettari di territorio cementificato dal 2012 al 2018. Il fatto che ben il 44 per cento dei bambini ed adolescenti italiani vada a scuola in macchina non stupisce (43,4 per cento nella regione), soprattutto se si considera che il rapporto tra ogni neonato che nasce in Italia e le macchine immatricolate nello stesso anno è di 1 a 4 (nel Lazio più di 1 a 5).



