Giovani e Scuola

SAVE THE CHILDREN: LA DIDATTICA ONLINE INGIGANTISCE LE FORME DI ESCLUSIONE

“La scuola dematerializzata ingigantisce le forme di esclusione, quelle che già in condizioni di normalità vedono il percorso di apprendimento di un bambino o di un ragazzo, influenzato dalle condizioni della propria famiglia”.

Lo dice ad “Agenzia Nova” Carlotta Bellomi responsabile dell’unità scuola di Save the children Italia che nel Lazio opera per agevolare gli studenti di fascia debole.

“Un bambino che non ha un computer a casa, che non ha una connessione internet buona, che ha genitori che non lo possono aiutare, -dice Bellomo- è bambino molto svantaggiato”. Quando parla di sostegno della famiglia, non si riferisce solo al tempo messo a disposizione, “ma parlo anche di competenze, basti pensare a quei genitori di origini straniere che non parlano l’italiano; certamente non potranno aiutare i loro figli come il momento richiede. Così come un bambino che non ha suoi spazi per studiare a casa ma vive in un ambiente sovraffollato, difficilmente potrà studiare così come faceva a scuola. Poi ci sono ragazzi che sono completamente esclusi dalla didattica a distanza”. Il Miur, nel suo ultimo rapporto parla mezzo milione di esclusi su una platea di 8,5 milioni di studenti. “Mezzo milione di cui si sono perse completamente le tracce”.

Save the children ha come mandato quello “di aiutare bambini e ragazzi riducendo disuguaglianze – continua Bellomo-. Abbiamo distribuito tablet e creato connessione a chi non ne aveva. In Italia abbiamo centri educativi a Milano, Bari, Aprilia e Torino per contrastare la dispersione scolastica; dei circa 500 ragazzi che seguiamo in quel contesto, la metà era ‘disconnessa’, non aveva dispositivi per seguire la didattica a distanza. Ad Aprilia abbiamo consegnato 48 tablet ai bambini e ai ragazzi degli istituti comprensivi Matteotti e Toscanini, mentre in tutta Italia ne abbiamo distribuiti 340”.

Gli insegnanti però, dovevano essere formati alla didattica a distanza. “Per questo abbiamo attivato, in collaborazione con l’università Bicocca di Milano, un tutoraggio che ha seguito la formazione di 1800 insegnanti in 45 scuole d’Italia, quattro delle quali nella regione Lazio”. Una situazione che rinsalda anche il rapporto scuola genitori. “La scuola è entrata nelle famiglia permettendo agli insegnanti di conoscere il contesto familiare dei loro alunni, e ai genitori di conoscere il lavoro degli insegnanti nella speranza che questo aspetto posso ricucire quella allenza scuola famiglia che si era ‘sgualcita’”.

Su una cosa, però la responsabile dell’unità scuola di Save the children Italia è certa, “La didattica a distanza è importante ma non può sostituire la scuola tradizionale se vogliamo garantire al ragazzo la corretta formazione culturale”.

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