Religioni

PAPA: MONDO LACERATO, BISOGNO MESSAGGIO DI MISERICORDIA

Papa Francesco


“Un invito a uscire, come missionari, per portare il messaggio della tenerezza del Padre, del suo perdono e della sua misericordia a ogni uomo, donna e bambino”. E’ quello che papa Francesco vede nella “presenza di Cristo in mezzo a noi”, che “non è soltanto una consolazione”. Il Pontefice lo afferma nel videomessaggio inviato per la chiusura del 51/mo Congresso eucaristico internazionale, svoltosi fino a oggi a Cebu nelle Filippine.

“Quanto ha bisogno di questo messaggio il nostro mondo!”, dice il Papa nel video in inglese, trasmesso al termine della messa conclusiva celebrata dal legato pontificio card. Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon. “Se pensiamo a tutti i conflitti, le ingiustizie, le crisi umanitarie urgenti che segnano il nostro tempo – spiega -, ci rendiamo conto di quanto sia importante per ogni cristiano essere un vero discepolo missionario, portando la buona novella dell’amore redentore di Cristo a un mondo tanto bisognoso di riconciliazione, giustizia e pace”. Per Bergoglio, è quindi opportuno che questo congresso sia stato celebrato nell’Anno della misericordia, nel quale l’intera Chiesa è invitata a concentrarsi sul cuore del Vangelo: la misericordia”. “Siamo chiamati a portare il balsamo dell’amore misericordioso di Dio all’intera famiglia umana – aggiunge -, fasciando ferite, portando speranza laddove la disperazione tanto spesso sembra avere il sopravvento”.

Il Papa sottolinea anche che la forza che scaturisce dall’eucaristia “ci permette di essere premurosi, di proteggere chi è povero e vulnerabile e di essere sensibili al grido dei nostri fratelli e le nostre sorelle nel bisogno”. In più “ci insegna ad agire con integrità e a rifiutare l’ingiustizia e la corruzione che avvelenano le radici della società“. Anche all’Angelus oggi il Pontefice, in linea con la sua predicazione nell’Anno giubilare, si è soffermato sul senso della misericordia spiegando che, “nella vera religione”, si tratta “di accogliere la rivelazione di un Dio che è Padre e che ha cura di ogni sua creatura, anche di quella più piccola e insignificante agli occhi degli uomini”. “Proprio in questo – ha osservato – consiste il ministero profetico di Gesù: nell’annunciare che nessuna condizione umana può costituire motivo di esclusione dal cuore del Padre, e che l’unico privilegio agli occhi di Dio è quello di non avere privilegi, di non avere padrini, di essere abbandonati nelle sue mani”. In Piazza San Pietro c’erano anche i tremila ragazzi e animatori dell’Azione Cattolica della Diocesi di Roma per l’annuale “Carovana della Pace”. “Adesso capisco perchè c’era tanto chiasso in piazza!”, ha scherzato il Pontefice al loro applauso entusiasta, salutandoli al termine dell’Angelus, mentre un ragazzo e una ragazza dell’Acr si affacciavano con lui alla finestra per leggere il messaggio della manifestazione.

“Cari ragazzi – ha detto Francesco -, anche quest’anno, accompagnati dal cardinale vicario e dai vostri assistenti, siete venuti numerosi al termine della vostra ’Carovana della Pace’. Quest’anno la vostra testimonianza di pace, animata dalla fede in Gesù, sarà ancora più gioiosa e consapevole, perché è arricchita dal gesto, che avete appena compiuto, del varcare la Porta Santa”. “Vi incoraggio ad essere strumenti di pace e di misericordia tra i vostri coetanei!“, ha aggiunto, invitando all’ascolto del messaggio. Anche stavolta, come già l’anno scorso, niente più lancio delle due colombe bianche, dopo che due anni fa i poveri volatili erano stati assaltati da un gabbiano e una cornacchia. Al termine della lettura i ragazzi in piazza hanno infatti lanciato al cielo decine di palloncini colorati, ugualmente “simbolo di pace”. (ANSA)

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