OGGI IL DISTACCO DELLE UTENZE DI LUCHA Y SIESTA. IN CORSO MOBILITAZIONE

Una giornata di mobilitazione è in corso davanti alla Casa delle donne Lucha y siesta dove, questa mattina, sono iniziate le procedure per il distacco delle utenze dello stabile di proprietà di Atac in via Lucio Sestio a Roma e che andrà all’asta il 7 aprile.
Le attiviste, per la giornata, hanno organizzato una colazione solidale con i cittadini del quartiere e all’arrivo del tecnico incaricato a mettere i sigilli ai contatori, si sono incatenate in segno di protesta. “Ancora violenza: mentre le donne e i bambini sono ancora in casa, sono iniziate le procedure per il distacco delle utenze. Chi può venga a resistere”, scrive su Facebook la Casa delle donne Lucha y siesta. Nello stabile occupato è previsto un presidio permanente per tutta la giornata e una assemblea pubblica alle 17.
Nonostante alcuni abbiano lamentato che ci sono ancora ospiti nella struttura che accoglie donne vittime di violenza, fonti del Campidoglio, interpellate da “Agenzia Nova” hanno spiegato che sono state “individuate soluzioni personalizzate per ogni singola donna, in base alle loro esigenze e storie personali. C’è posto per tutte. Dentro l’immobile Atac occupato – che è oggetto della procedura di concordato da cui dipende il futuro di 11mila famiglie – ci sono donne a un passo dall’autonomia, per le quali abbiamo posti in appartamenti in cohousing, e altre che hanno bisogno ancora di massima protezione, per le quali sono a disposizione posti riservati in circuiti protetti. La soluzione non può che essere personalizzata per rispondere alle necessità di ognuna. I trasferimenti sono in corso, anche in queste ore, e siamo a disposizione h24 per completarli. Attendiamo solo la conferma delle prossime date da parte dell’associazione”.
“Da parte del comune c’è una sordità e una miopia politica che fa spavento, una crudeltà che si sta giocando sul corpo delle donne”, spiega Simona Ammerata di Lucha y siesta, nel corso del presidio permanente organizzato nello stabile. “Nonostante l’importanza che svolge questo luogo per le donne che decidono di uscire dal circolo della violenza, la sindaca Raggi e la sua assessora Veronica Mammì, che dovrebbe occuparsi di politiche sociali in questa città, stanno decretando la morte di una delle più importanti esperienze di Roma”. Al presidio di stamattina ha partecipato anche l’assessore regionale alle Pari opportunità e turismo, Giovanna Pugliese. In risposta dal Campidoglio le stesse fonti hanno spiegato: “Come Comune abbiamo lavorato concretamente, ottenendo già due proroghe al distacco delle utenze e arrivando a poter offrire soluzioni concrete alle donne, insieme ai loro bambini, che occupano l’immobile. Da altri sono arrivati invece solo annunci e strumentalizzazioni”.
Le attiviste comunque confermano: “Oggi staremo in presidio permanente e ci aspettiamo delle risposte concrete. La giunta Raggi sta sputando in faccia a una istituzione importante. Questa giunta non si vergogna di nulla. Virginia Raggi sta trattando la violenza sulle donne come un mero problema abitativo: stiamo vivendo una situazione di violenza incredibile, ci stanno calpestando – ha continuato Simona Ammerata -. Oggi rispediamo al mittente un messaggio chiaro: il comune vuole creare buio in questa città mentre noi diciamo che la ‘Lucha non si spegne’ e la illumineremo con i nostri corpi, con i nostri desideri e con la nostra passione che vogliono offuscare”.
“Non potevo non essere presente”, ha affermato in una nota l’assessora regionale del Lazio alle Pari opportunità e turismo, Giovanna Pugliese. “Mi sembra una situazione surreale, l’ho detto e lo ripeto: nella casa vivono donne vittime di violenza con i loro bambini e le loro bambine. Le storie di ciascuna di loro imporrebbero una giustizia ed un’umanità nell’agire che al momento non vedo. C’è un percorso avviato per non disperdere il patrimonio che Lucha y siesta rappresenta per la città e per la Regione. Si usi quantomeno il buon senso. Rinnovo il mio appello affinché – conclude Pugliese – si scongiuri il distacco delle utenze: sediamoci nuovamente attorno a un tavolo e si individui una soluzione immediatamente. La Regione è pronta”. Solidarietà a Lucha y siesta anche dal partito democratico di Roma e da Liberi e uguali: tutti chiedono sia bloccato il distacco delle utenze. Hanno annunciato la partecipazione al presidio, tra gli altri, le Sardine di Roma, la Cgil di Roma e Lazio e la Cgil di Roma sud Pomezia e Castelli.



