Sociale

NIENTE RIPOSO PER I MEDICI OSPEDALIERI IN “TRINCEA” NEI PRONTO SOCCORSO AD AGOSTO

“Non per tutti ‘estate’ significa vacanze, mare e meritato riposo: per i medici ospedalieri, in trincea nei pronto soccorso, significa un carico di lavoro maggiore che va a pesare su una situazione già insostenibile”. È quanto dichiara Alessandro Garau, segretario nazionale del sindacato CoAS Medici Dirigenti. “Ora più che mai i medici in prima fila avrebbero bisogno di azioni concrete per migliorare la loro situazione, ma non sembra affatto che le trattative per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) – in corso queste settimane – stiano andando in quella direzione”.

Nei pronto soccorso, i medici ospedalieri sono spesso costretti a lavorare con personale e risorse ridotti, fino a ritrovarsi con decine e decine di pazienti per un singolo medico. Una situazione che nella stagione estiva non fa che aggravarsi. “Si tratta di una condizione lavorativa insostenibile, che spinge i medici a fuggire verso il privato o addirittura all’estero”, aggiunge Garau.

“Una situazione che non potrà che peggiorare, – spiega Garau – se venisse approvato il comma terzo dell’articolo 27 sulla reperibilità del nuovo CCNL in discussione, peraltro già accolto da alcune organizzazioni sindacali. Permettendo di fatto l’istituzione della reperibilità anche diurna, va a colpire tutti quei reparti e servizi che lavorano prevalentemente o esclusivamente nei servizi di emergenza e urgenza. Viene ad essere così creato il medico H24, sempre disponibile per i servizi dell’urgenza, con la possibilità di sostituire le guardie attive con la reperibilità sostitutiva della guardia”.

“Non chiediamoci poi i motivi che spingono i medici ad abbandonare posti di ruolo della sanità pubblica”, conclude Garau.

Articoli correlati

Back to top button
Close