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NEL LAZIO AL VIA ITER PER LEGGE REGIONALE SU SUICIDIO ASSISTITO

Parte al Consiglio regionale del Lazio il percorso per arrivare ad una legge sul suicidio medicalmente assistito. A depositare la proposta sono stati i consiglieri Marietta Tidei (Iv) e Claudio Marotta (Avs), che poi hanno presentato il provvedimento alla presenza, tra gli altri, di Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’associazione Luca Coscioni, e Marco Cappato, tesoriere della stessa associazione.
La proposta di legge, denominata “Liberi subito”, è quella dell’associazione Luca Coscioni già discussa in alcune regioni a partire dal Veneto. Attualmente, nonostante l’assenza di una legge nazionale, le persone in possesso dei requisiti stabiliti dalla sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale possono già accedere alla morte volontaria assistita. Non vengono però garantiti tempi certi nella procedura di verifica e attuazione di tale pratica. Questo è esattamente il tema oggetto di discussione nel Lazio. Il testo presentato oggi punta a definire procedure e tempi per il servizio sanitario regionale e a verificare le condizioni e le modalità di accesso alla morte medicalmente assistita anche alla luce delle 625 richieste registrate dall’associazione nel Lazio da quando è arrivata la sentenza della Corte Costituzionale.
Il testo è attualmente esaminato dagli uffici tecnici anche delle regioni Piemonte, Emilia Romagna, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e presto Lombardia. È stato inoltre depositato anche in Sardegna, Basilicata, e Liguria. In Toscana è in corso la raccolta delle firme e proposte analoghe sono state depositate in Puglia Marche e Calabria. “Il diritto al suicidio medicalmente assistito- ha spiegato Marotta- è già sancito dalla Corte Costituzionale. La nostra proposta di legge non fa altro che integrare la sentenza della Consulta dettando tempi e modalità certe per accedere al suicidio assistito nel Lazio. È un testo che tutela i malati ma è anche a tutela del personale sanitario.
Voglio fare un appello al presidente del Consiglio regionale per calendarizzare il testo in aula e uno a tutte le forze politiche per un dibattito trasversale e nel merito”.
Per Tidei questo “è un tema che ha bisogno di lucidità e non di un approccio ideologico. Non stiamo istituendo un diritto perché questo c’è già. Ma vogliamo che questo diritto sia accessibile a tutti, contro ogni tipo di ostruzionismo. Se ci fosse stata una legge nazionale si sarebbe potuta evitare tanta sofferenza”.
“La proposta in esame- ha concluso Cappato- toglie arbitrarietà ai percorsi attualmente percorribili, perché questi creano un danno ai malati. Ma questa proposta serve anche a tutelare gli operatori dei servizi sanitari regionali con procedure che li garantiranno anche sul piano della responsabilità individuale. Questo testo è un’occasione che si offre al Consiglio regionale del Lazio. La speranza è di avere un dibattito al riparo da ordini di scuderia da parte dei partiti e che si sviluppi ascoltando le esigenze delle persone che soffrono”.
A sottoscrivere la proposta di legge regionale anche i consiglieri Valeriani, Mattia, Battisti, Panunzi, Droghei, Novelli e Zuccalà.

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