LA CHIESA STUDIA COME RIAPRIRE GLI ORATORI ESTIVI

L’emergenza coronavirus ha sbarrato i cancelli a tutte quelle attività delle parrocchie o delle associazioni cattoliche che in molti casi davano una boccata d’ossigeno alle famiglie, dagli oratori agli scout.
Un servizio cruciale è il Grest (“gruppo estivo”), nato decenni fa per andare incontro a quelle famiglie che non andavano in vacanza e che negli ultimi anni ha offerto comunque, a tariffe ragionevoli quando non del tutto gratuito, considerato che è gestito da volontari, delle attività ai ragazzi nel lungo tempo di chiusura scolastica che non corrisponde, evidentemente, alle contingentate ferie dei genitori.
“Ormai in prossimità dell’estate, è necessario dare indicazioni alle famiglie circa lo svolgimento dei campi estivi e dei Grest – ha indicato proprio in questi giorni il Consiglio Permanente della Cei alle diocesi -, opportunità di crescita per i ragazzi e di aiuto per i genitori impegnati con la possibile ripresa delle attività lavorative. Lo sguardo al futuro non può trascurare le conseguenze enormi che questa situazione sta recando alle famiglie dell’intero Paese, a quelle già in precarietà o al limite della sussistenza”.
La questione è dunque allo studio anche se non di facile soluzione. Le attività per i più piccoli e per i ragazzi in questo momento sono essenziali per consentire alle famiglie di riprendere a lavorare. Ma le misure di sicurezza dovrebbero essere altissime, a partire dall’uso dei dispositivi di protezione come guanti e mascherine che finora, per i servizi caritativi che non hanno mai chiuso, sono stati acquistati dalle stesse parrocchie.



