INCENTIVARE IL LAVORO DEI DETENUTI, NASCE L’UFFICIO CENTRALE AL DAP

Aiutare l’inserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro. E l’obiettivo principale dell’Ufficio centrale per il lavoro dei detenuti , istituito presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, partendo dalla convinzione che l’impiego nei lavori di pubblica utilità sia una soluzione importante per la riabilitazione di chi sta in carcere. A presentare l’iniziativa è stato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in una
conferenza stampa a Rebibbia, insieme con il capo del Dap , Francesco
Basentini. ’Il detenuto che lavora e che viene formato ha un livello
di recidiva molto basso, ed è molto probabile che non tornerà a
delinquere”, ha sottolineato Bonafede.
Il progetto è già partito e ha avuto un incremento su scala nazionale
con circa 70 protocolli con i Comuni per i lavori di pubblica utilità
e l’avviamento al lavoro, in un anno e mezzo, di 4500 detenuti, a
rotazione. Il protocollo pilota è stato quello siglato con il Comune
di Roma, ’Mi riscatto per… Roma’ a febbraio del 2018, che ha visto i
detenuti impegnati negli interventi di pulizia di alcuni giardini
della città, e che ha visto impiegati a rotazione mille reclusi di
Rebibbia, a rotazione. E stata poi la volta di Milano dove è stata
avviata la rigenerazione urbana dell’area dove si è svolta l’Expo.
Hanno aderito al progetto anche altre città, tra cui Palermo, Torino,
Napoli e Genova.
L’ufficio procederà al monitoraggio delle varie iniziative, anche per
garantire l’uniformità degli interventi e delle procedure esecutive.
Ma si pone anche obiettivi più ampi, come incentivare
l’imprenditorialità pubblico privato a creare occupazione e occasioni
concrete di apprendimento in carcere, attivandosi per superare le
difficoltà e le barriere tecniche e burocratiche che rendono
difficoltoso l’avvio di attività imprenditoriali. Il lavoro ’è una
leva imprescindibile’ ha sottolineato il capo del Dap Basentini,
ricordando che la funzione dell’Ufficio è quella di ’fare da
interfaccia tra il mondo economico e i detenuti e da tramite tra
domanda e offerta’. Presenti alla conferenza stampa due detenuti che
hanno preso parte al progetto di lavoro a Roma.’ Nel lavoro ci
mettiamo l’anima’ ha detto uno di loro. ’E molto positivo non
tenerci chiusi tra quattro mura a rimuginare e incattivirci’, ha
aggiunto l’altro , suggerendo al ministro l’idea di essere impiegati
anche nella raccolta dei rifiuti.



