Sociale

IL RAPPORTO DELLA CARITAS, A ROMA SEMPRE PIÙ FAMIGLIE SULL’ORLO DEL DISAGIO

Una nuova tipologia di poveri si sta diffondendo nella città di Roma. Sono gli “equilibristi della povertà“, persone che hanno un reddito sufficiente a pagare un affitto o anche un mutuo, ma che riescono a malapena a pagarsi di che mangiare o a pagare le utenze. Questa situazione vulnerabile li fa camminare costantemente sull’orlo del precipizio della povertà vera e propria, in cui cadono di fronte a imprevisti anche minimi. Questo è uno dei principali risultati del terzo rapporto Caritas sulla città di Roma. Anche quest’anno la Caritas ha voluto, attraverso la rete dei suoi 157 centri d’ascolto parrocchiali, dei tre diocesani, e delle 52 Opere Segno sparsi su tutto il territorio offrire uno spaccato delle fragilità a Roma viste da vicino. La povertà economica in Italia presenta ormai caratteristiche strutturate, con una cronicizzazione dei fenomeni. A Roma ci sono sempre meno cittadini, sempre più anziani e pochi stranieri. Diminuiscono i romani (nel 2018: -16.605). In particolare nel primo municipio. Ma, soprattutto, invecchiano: l’indice di vecchiaia nel 2018 era 170 over 65 ogni 100 minori under 14. Nel 2014 l’età media era di 44,7 anni, nel 2017 arriva a 45,3 con punte di 47,1 anni nel primo municipio, di 47,2 nel XII, di 47,3 nell’VIII. L’incidenza della popolazione straniera è a Roma di 13,4 per cento a fronte di Milano con il 19,8 per cento, Firenze con il 16,3 per cento, Torino con il 15,1 per cento. I municipi con maggiore popolazione straniera (superiore alle 30.000 persone) sono il VI con 45.350 e il V con 42.555. Peraltro il 44 per cento degli stranieri proviene da un Paese europeo, il 33 per cento da uno asiatico, il 12 per cento da uno africano e l’11 per cento da uno americano.

Circa il 40 per cento della popolazione romana ha un reddito fino a 15.000 euro, un altro 40 per cento tra 15.000 e 35.000. Soltanto il 17,5 per cento della popolazione presenta redditi imponibili tra 35.000 e 100.000 euro. L’assottigliamento della fascia media registrato a livello nazionale viene confermato a Roma, giacché la quota di individui con reddito fino a 15.000 euro supera il 40 per cento. È utile confrontare la distribuzione dei redditi imponibili medi nei diversi municipi con la presenza di indicatori di forte vulnerabilità (presenza di analfabeti o senza titolo di studio, numerosità famiglie, presenza di famiglie con forte disagio assistenziale, ad esempio composte soltanto da anziani e con un ultraottantenne, famiglie monogenitoriali, affollamento grave, incidenza Neet, famiglie con forte disagio economico). L’indice di vulnerabilità sociale utilizzato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta del 2017 sul degrado delle città e sulle periferie appare correlato significativamente alla distribuzione dei redditi nei diversi municipi e si distribuisce secondo cinque anelli concentrici. Le zone maggiormente a rischio sono quella del quadrante nord del III anello (Cesano, La Storta, Santa Cornelia, Prima Porta, Labaro, Tor san Giovanni e Bufalotta), seguite da quelli a est (Torre Angela, Giardinetti-Tor Vergata, San Vittorino) e ovest (Boccea, Casalotti e Pantano di grano); infine a sud (Ostia Nord, Acilia Nord e Sud, Porta Medaglia e Santa Palomba). Nel II anello invece le zone a rischio sono in particolare concentrate nel quadrante est (con i quartieri popolari San Basilio, Tor Cervara, Rustica, Tor Sapienza, Alessandrina, Centocelle, Casetta Mistica, Torre Maura, Quadraro e Tor Fiscale

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