martedì , 12 dicembre 2017

IL PIANO RAGGI PER L’EMERGENZA ABITATIVA, ENTRO IL 2019 IN ARRIVO 6 MILA ALLOGGI

CASA
I diciannove Caat che restano nella Capitale chiuderanno entro il 2018, le occupazioni abusive saranno svuotate, mentre a fronte di una stima di circa 15 mila famiglie in situazione di disagio nella città di Roma, entro il 2019 arriverà un sostegno alloggiativo per circa seimila nuclei.
E’ questo il piano CasaRoma elaborato dalla Giunta Raggi e che nel corso dei prossimi tre anni, punta a ridurre la domanda sull’assistenza abitativa che oggi conta “10 mila richieste Erp, 1.400 famiglie nei residence e 3 mila occupazioni in città” ha spiegato la sindaca di Roma, Virginia Raggi, in occasione della presentazione del piano in Campidoglio.
Gli strumenti che l’amministrazione metterà in campo per rispondere al disagio abitativo sono diversificati:
– Buono casa e sostegno fragilità: 1.400 famiglie
– Scorrimento graduatorie Erp: 1.200 assegnazioni
– Frazionamenti immobili Erp: 1.200 alloggi
– Contributo all’affitto: 1.000 nuclei familiari
– Nuove abitazioni: acquisizione di 600 unita
– Autorecupero: 400 alloggi
– Beni sequestrati e confiscati alla criminalità: 300 abitazioni
“Abbiamo attivato un’azione complessa che si compone di due delibere e di più azioni, per dare vita a una attività di sistema sul fronte di un’emergenza che da dura da decenni e quindi non è più un’emergenza, ma una criticità costante su cui quindi serviva un sistema di ri-ordino del settore” ha spiegato Raggi.
Le due delibere, approvate ieri in Giunta, licenziano l’attivazione di una serie di strumenti di sostegno all’assistenza abitativa, nonché un piano per il ripristino della legalità sugli immobili occupati, prevedendo contemporaneamente un supporto per coloro che hanno diritto all‘assistenza.
“Cerchiamo di superare innanzitutto la frammentarietà degli strumenti delle precedenti amministrazioni – ha spiegato Raggi – e di superare il disagio abitativo: ci sono persone in graduatoria da 17 anni che ancora non hanno ricevuto risposta”. Entrambe elaborate dagli assessori competenti, Andrea Mazzillo al Bilancio, patrimonio e Politiche abitative, e Laura Baldassarre alla Persona, Scuola e comunità solidale, riguardano: una prima le ‘Linee guida per un piano di azione per il disagio abitativo’ e una seconda il ‘servizio di assistenza e sostegno socio alloggiativo temporaneo’. “Questi strumenti saranno accompagnati anche da politiche attive di sostegno alle famiglie affinché sia favorita la loro reintroduzione nel tessuto sociale: l’esperienza ci dice che in questo l’assistenza alloggiativa pura non aiuta. Abbiamo perciò fatto un doppio lavoro di identificazione delle fragilità e ripristino della legalità, dopo anni di interventi spot che non hanno mai fornito una risposta soddisfacente ai romani.”, ha concluso la sindaca.
Per quanto riguarda le Linee guida che ispireranno un piano di azione per il disagio abitativo, che verrà sottoposto all’approvazione dell’assemblea capitolina entro il 31 dicembre del 2017, i soggetti destinatari delle azioni previste appartengono a due categorie: coloro che hanno presentato domanda per un alloggio Erp, avendone i requisiti, che si trovino in graduatoria o meno; coloro che vivono condizioni di fragilità o precarietà economica. Per il reperimento delle risorse necessarie “si farà affidamento su tutti i finanziamenti nazionali e comunitari attivabili, sulla valorizzazione e cessione di immobili e aree di proprietà comunale, sulla riduzione degli affitti passivi ora pagati dall’amministrazione per le sedi istituzionali, gli alloggi Erp e i Caat” ha spiegato l’assessore al Bilancio, Patrimonio e Politiche Abitative di Roma, Andrea Mazzillo.
Attualmente sono a disposizione “circa 35 milioni di euro l’anno che il Campidoglio eroga per il buono casa, la locazione dei Caat e il contributo all’affitto – ha aggiunto Mazzillo – a cui si aggiungono i 40 milioni di euro recentemente stanziati dalla Giunta regionale del Lazio in attuazione del programma straordinario per l’emergenza abitativa: 30 milioni sono destinati al reperimento di nuove abitazioni e 10 milioni per interventi di auto-recupero edilizio nel complesso dell’ex Ipab San Michele”. Nelle delibere inoltre “è prevista l’istituzione di una cabina di regia per dare attuazione a un piano che dovrà fare la mappatura del patrimonio disponibile, secondo un preciso cronoprogramma” ha spiegato l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre. Entro il 30 ottobre 2017 è previsto che venga predisposta una mappatura degli immobili disponibili, con le stime economiche degli interventi manutentivi necessari a renderli abitabili.
La cabina di regia che sarà costituita “con i dipartimenti e i municipi, si occuperà dell’attuazione e del monitoraggio del piano”, ha sottolineato Baldassarre mentre il piano d’azione, che sarà redatto da un comitato attuativo (a cui prenderanno parte il gabinetto della sindaca, i dipartimenti competenti e i municipi) prevederà un censimento degli alloggi non utilizzati e abbandonati, dei beni accessibili confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata e degli immobili inseriti nei piani di zona; mentre per il reperimento di nuove abitazioni “si procederà mediante l’acquisto dell’invenduto residenziale, pubblico e privato, di immobili di proprietà di enti pubblici o di congregazioni religiose” ha sottolineato Mazzillo. Affianco a ciò si procederà gradualmente con gli sgomberi degli immobili occupati abusivamente, il censimento degli occupanti senza titolo di immobili pubblici o privati e l’aggiornamento delle graduatorie.
Per quanto riguarda il Sassat, servizio di assistenza e sostegno socio alloggiativo temporaneo, “la sua attivazione è legata all’attuazione di un piano alternativo ai Caat – ha spiegato Baldassarre – e si fonda sull’impiego dei risparmi derivanti dalla chiusura degli stessi e che per il momento” a fronte di 15 Caat già chiusi “ammontano a 12 milioni di euro già disponibili”. Il piano prevedrà l’assegnazione di alloggi, messi a disposizione dall’amministrazione, per un periodo non superiore ai 24 mesi “arco di tempo in cui i servizi sociali prenderanno in carico le famiglie aiutandole a uscire dalla fragilità – ha sottolineato Baldassarre – Un percorso che avverrà progressivamente nel corso di 24 mesi e sarà fatto su un modello standardizzato, che prevede il passaggio progressivo delle competenze ai municipi”. “La grande novità introdotta consiste nell’affiancare all’assistenza alloggiativa i percorsi di accompagnamento per l’uscita dalla fragilità economica e sociale, una volta a regime questo sistema verrà esteso a tutti i cittadini non assegnatari di misure di sostegno all’abitare e che si trovano in condizioni di fragilità”, ha concluso Baldassarre.
Alla presentazione hanno preso parte anche le consigliere M5s, Agnese Catini, presidente della commissione politiche sociali, e Valentina Vivarelli, presidente della commissione Patrimonio.

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