Sociale

GLI AIUTI ALLE FAMIGLIE BLOCCATI DALLA BUROCRAZIA

Tra “passaggi burocratici” e “scelte amministrative farraginose” a Roma i 15 milioni stanziati dal governo non si sono ancora tradotti in buoni spesa, in aiuti concreti alle famiglie in difficoltà, e adesso il rischio è che l’erogazione avvenga solo a emergenza finita. È quanto sostiene il presidente del III municipio Giovanni Caudo che in una nota sottolinea come “la domanda di pacchi alimentari è un bisogno immediato che cresce ogni giorno. Siamo – dice – sul fronte dell’emergenza: mai come in questo caso sarebbero state necessarie tempestività e snellezza di procedure”. Proprio per questo secondo il minisindaco bisognerebbe “rallentare anche con gli annunci, impariamo la lezione, ci vuole sobrietà nei modi di vita, nei gesti e ancor più nelle parole, soprattutto dei politici. Non si alimentino le aspettative. Il pericolo è la rabbia sociale”.
Caudo, infine, ricorda come “i Municipi con la rete di associazioni della protezione civile fronteggiano quotidianamente questa situazione grazie anche alla solidarietà dei tanti cittadini che hanno capito e che aiutano attraverso i canali della spesa sospesa promossa e veicolata dal Municipio III. È questa, al momento, l’unica forma di aiuto concreto messa in campo”.

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