GIOVANI, “NON SONO RASSEGNATI E RIPARTONO DALLA CULTURA
Foto da quinewsvolisievw.it
La cultura come strumento per dare concretezza al proprio futuro per una generazione che poi così rassegnata non è. Anzi, i giovani vogliono cambiare passo e la cultura rappresenta un antidoto all’immobilità del presente. Questa l’istantanea scattata dal Quinto Rapporto di ricerca sui giovani realizzato dall’Osservatorio “Generazione Proteo” della Link Campus University che, quest’anno, ha intervistato circa 20mila studenti italiani, fra i 17 e i 19 anni, e che è stato presentato oggi a Roma, nella sede di via Casal di San Pio V, davanti a 400 studenti provenienti da tutt’Italia. La presentazione del rapporto è stata preceduta da 9 tavoli tematici (bullismo e cyberbullismo, cultura, innovazione, lavoro, giustizia, stili di vita, media e terrorismo, politica e social network) in cui 300 studenti, divisi per gruppi, si sono confrontati con dieci scrittori: Shady Hamadi, Franca Cavagnoli, Alessandro Cinquegrani, Gaia Manzini, Alessio Torino, Chiara Di Domenico, Filippo Nicosia, Paolo Nori, Eliseo Sciarretta e Alessandro Curioni. La cultura dunque assume un aspetto prioritario e si collega direttamente con la riscoperta dei valori dei propri genitori e non più con la ribellione o il divertimento: i ragazzi di oggi, lontani dai movimenti di classe dei loro padri o dei loro nonni, sanno bene che essere colti vuol dire innanzitutto conoscere (41,6%), ma anche avere la giusta dose di curiosità (19,4%) e, perché no, mantenere legami con la tradizione (14,9%). Non occorre insomma solo studiare, comunque indispensabile per il 26,2% degli intervistati, perché persone preparate lo si diventa anche viaggiando (21,7%), informandosi su quello che accade nella società (15,3%), venendo a contatto con altre culture (14,9%) e appassionandosi a ogni forma di arte (11%).
L’impegno è l’altro segno concreto al quale la generazione dà valore. Il 33% dei giovani intervistati ritiene che sia questo il giusto metro per quantificare il proprio stipendio, mentre il 17,8% spiega che bisognerebbe premiare chi ha maggiori responsabilità. Ma il lavoro bisogna innanzitutto averlo e i ragazzi di oggi sanno che questo non è sempre scontato. La disoccupazione fa certo paura, lo dice il 22,9%, ma quasi 4 giovani su dieci (il 37,5%) hanno una preoccupazione ancora più alta, quella di non poter realizzare i propri sogni. Disposta a fare sacrifici (29,7%), la cult generation è pronta anche ad andare all’estero dove, per il 45,1%, è molto più facile fare impresa. Pronta ma non entusiasta: il 38% degli intervistati sostiene infatti che lasciare l’Italia non gli piacerebbe affatto.




