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DAL PD LA MOZIONE PER FERMARE GLI SGOMBERI

A partire dalla fine di marzo 2020 dovrebbe partire il crono-programma per lo sgombero, in sette anni, di 25 immobili occupati nel comune di Roma come previsto dall’ordinanza prefettizia del 18 luglio scorso. Oggi i consiglieri del centrosinistra, però, chiederanno all’Assemblea capitolina di impegnare la sindaca e la giunta a non dare seguito agli impegni previsti per Roma Capitale, nell’ambito dell’ordinanza, prima delle decisioni che saranno assunte dall’Aula Giulio Cesare. In questi giorni, infatti, è iniziata in commissione Patrimonio del Campidoglio la discussione sul regolamento per gli immobili capitolini occupati; un provvedimento atteso dal 2015, anno in cui fu licenziata la delibera 140. L’intenzione dell’amministrazione è quella di decurtare dell’80 per cento il canone per le associazioni che operano senza fine di lucro in alcuni settori tra cui l’istruzione, il sostegno alla persona, la protezione civile, la tutela dei diritti umani o del patrimonio storico, artistico e culturale, la promozione della lettura e la valorizzazione di arte e artigianato.

Per ottenere l’uso degli spazi bisognerà comunque partecipare a una gara a evidenza pubblica presentando un progetto. Le concessioni avranno una durata di sei anni e sono rinnovabili, accertata le regolarità dei pagamenti, una sola volta e per lo stesso periodo di tempo. Il canone, nel caso in cui non si rientri tra le attività senza fini di lucro, sarà stabilito dalla struttura capitolina titolare dell’immobile e potrà essere decurtato degli importi sostenuti per un’eventuale manutenzione straordinaria. Resta, comunque, facoltà dell’amministrazione concedere edifici in comodato d’uso gratuito. Per gli assegnatari è previsto un deposito cauzionale di tre mesi. Per questo domani la mozione, a prima firma del capogruppo del Pd Giulio Pelonzi, chiederà alla sindaca di Roma Virginia Raggi, tra le altre cose, di elaborare “atto deliberativo che descriva gli impegni economici da mettere in bilancio” e di impegnarsi a “costruire in cinque anni un numero di alloggi Erp”, quindi popolari, “da assegnare a chi è in graduatoria e a chi verrà sgomberato. Ad oggi, infatti, si stima che ci siano circa 11 mila persone in emergenza abitativa nei 25 immobili che sono in cima alla lista degli sgomberi. In testa all’elenco ci sono le occupazioni di viale del Caravaggio e di via Tempesta il cui sfratto imminente è stato bloccato dopo il raggiungimento di un accordo di governo tra M5s e Pd del settembre scorso.

Gli altri immobili su cui pende l’ordinanza prefettizia sono: Metropoliz, al cui interno c’è il Maam, in via Prenestina 913; l’ex clinica Valle Fiorita in via Torrevecchia 158; l’ex sede Inpdai di viale delle Province 196/198; l’ex hotel di lusso di via Prenestina 944; l’ex sede Inpdap di via Collatina 385; il centro sociale Strike di via Umberto Partini 21; l’edificio occupato dai Blocchi precari metropolitani in via Tiburtina 1099; il Nuovo cinema Palazzo di piazza dei Sanniti 9/a; il centro sociale Acrobax di via della Vasca Navale 6; lo stabile di proprietà di Atac occupato Lucha y siesta in via Lucio Sestio 10; due padiglioni Asl a piazza Santa Maria della Pietà 5; un ex albergo occupato in via Tiburtina 1064; il palazzo Cotral occupato in via dei Radiotelegrafisti 44; 21 locali commerciali al piano terra in via Aldo Capitini 57; un ex stabile Inps in via Vittorio Amedeo II 16; un palazzo di proprietà Acea occupato in via Tor degli Schiavi 101; l’edificio ex Inps e Inpdap di Corso d’Italia 108 e altri palazzi occupati in via del Policlinico 137, via Mattia Battistini 113/117, via dei Castani 42/46, via delle Sette Chiese 186, via Gian Maria Volonté, via Roccagiovine 267.

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