Sociale

DA SAVE THE CHILDREN IL MANIFESTO A TUTELA DEI BAMBINI

Il Manifesto in 10 punti promosso da Save  the Children. Dall’adozione di un codice di condotta alla  formazione di tutto il personale che opera con i bambini, dalla  individuazione di una figura che gestisca le segnalazioni alla  informazione dei minori e delle famiglie: questi alcuni dei passi  attorno ai quali ruota il Manifesto in 10 punti promosso oggi da  Save the Children. Le organizzazioni che sottoscrivono il  Manifesto “10 in condotta!” intendono mettersi direttamente in  gioco per rafforzare la prevenzione degli abusi a partire dai  propri ambiti di intervento e, allo stesso tempo, promuovere la  diffusione e l’applicazione di un sistema di tutela in tutto il  Paese, anche nel rapporto con le istituzioni. Da segnalare il  fatto che di recente- è il caso dei bandi sulla povertà  educativa promossi dall’impresa sociale “Con i bambini”-  l’adozione di un sistema di tutela (child safeguarding policy) è  stata considerata un requisito essenziale per la partecipazione  ad un bando per progetti dedicati ai minori. “Nonostante sia  cresciuta negli anni, anche nel Lazio, una sensibilità attorno  al tema, ancora oggi chi dovrebbe cogliere i segnali di rischio
spesso non è in grado di sapere come e a chi rivolgersi e troppi  allarmi restano inascoltati.

Vogliamo impegnarci- con il coinvolgimento di tutte le organizzazioni attive nella protezione  dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza- nella realizzazione
di un monitoraggio periodico e serrato del funzionamento di sistemi di tutela in tutti gli ambienti frequentati dai minori.
Chiediamo alle istituzioni, nazionali e laziali, che i sistemi di  accreditamento e le procedure di affidamento di servizi educativi e ricreativi considerino l’attivazione di un sistema di tutela  come requisito essenziale in tutti i servizi educativi e  ricreativi. Allo stesso tempo, chiediamo che all’interno del  sistema scolastico la tutela dei minori divenga un asse portante  affinchè ogni scuola sia sempre uno spazio di ascolto e di  protezione per ogni bambino e bambina. Una violazione non è mai
un fatto privato e se riguarda un minore è più che mai una  responsabilità etica, oltre che legale, degli adulti in  posizione fiduciaria non averlo saputo prevenire”, ha concluso  Raffaela Milano.

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