Sociale

DA SANT’EGIDIO LA PROPOSTA PER LA CREAZIONE DE “L’AGENZIA DELL’ABITARE”

Tante case sfitte, tantissime famiglie mononucleari, per non dire dei poveri e degli anziani che pur sarebbero disposti a nuove forme di convivenza: nasce da questo insieme di situazioni la proposta di creare una “agenzia dell’abitare” per far combaciare il piu’ possibile offerta e domanda di alloggio, o per meglio dire necessita’ e sovrabbondanza.
La proposta e’ della Comunita’ di Sant’Egidio, che stamane nella sua sede ha presentato la 30ma edizione della “Michelin dei poveri”, piu’ precisamente “Roma, dove mangiare dormire lavarsi”. Vale a dire
la guida rivolta ai bisognosi della Capitale per trovare punti di
riferimento non solo per rimettersi in sesto ogni tanto, ma per
“uscire dalla strada”. Una dimensione, quella della strada, che tende
ad essere schiacciante ma puo’ essere superata.
“Sfido chiunque a passare due giorni d’inverno a Roma al freddo, alla fame, senza sapere dove mangiare lavarsi e dormire”, ha detto il parroco di Santa Maria in Trastevere, don Mario Gnavi, presentando la guida (oltre 200 pagine a colori, grafica evoluta e facile da comprendere, centinaia di indirizzi e riferimenti. Edizioni plurilingue e modello imitato dalla Repubblica Ceca all’Ucraina).
“Mi appello alle istituzioni non solo perche’ si incrementi il numero dei posti letto o di rifugio per l’inverno a Roma”, ha aggiunto Gnavi, “ma perche’ si crei una vera e propria agenzia dell’abitare cui partecipino costruttori, istituzioni, imprenditori e associazioni di tutti i tipi: confessionali, cattoliche e private”. Insomma, la societa’ civile d’intesa con quella politica e istituzionale.

Del resto le case sfitte a Roma sono piu’ di duecentomila, mentre il 40 percento delle famiglie hanno un solo appartenente. Un dato, quest’ultimo, che si puo’ tradurre anche con una parola anch’essa singola: solitudine. In piu’ i poveri che potrebbero essere interessati alla riuscita del progetto sono circa 8.000. Tanti, ma nemmeno un numero sterminato. La cosa si puo’ fare anche perche’ vanno emergendo nuove forme di convivenza all’interno di un’unica struttura. Si tratta del “cohousing innovativo”, sistema che vede anziani risolvere i loro problemi economici o di solitudine, come anche ex clochard, vivendo in condomini protetti dove si
mantiene l’indipendenza e l’autonomia ma si pratica, al momento del
bisogno, la solidarieta’. Non e’ un modello presente solo nella
Capitale: esempi se ne hanno anche a Genova, Napoli, Novara e Padova.
Potrebbe interessare anche alle circa 12.000 famiglie che nell’Urbe
hanno diritto alla casa popolare, ma sono ancora in attesa di
assegnazione.
In altre parole, non si tratta di dare un riparo e basta, ma di promuovere l’uscita da una dimensione che non e’ solo economica, ma anche psicologica. “Non un tetto, ma una casa”, sottolineano a Sant’Egidio, dove si preparano a festeggiare il Natale a modo loro.
Vale a dire: come sempre. Alla Vigilia cene di Natale itineranti nelle stazioni e nei luoghi dove di solito si trovano i senza dimora, il 25 Dicembre 50 pranzi di Natale in Roma come altrove. Gli invitati sono 18.000 nella Capitale; in Italia, tra tutto, si calcolano in 60.000.
C’e’ anche come aiutare a distanza: digitare anche da fisso il 45586. Verra’ aggiunto un posto a tavola.

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