Sociale

BOCCIATA MOZIONE PER SCONGIURARE IL DISTACCO DELLE UTENZE A LUCHA Y SIESTA. “L’IMMOBILE ANDRÀ ALL’ASTA”

Il M5s in Assemblea capitolina ha bocciato una mozione presentata dal Pd per impegnare la sindaca di Roma Virginia Raggi e la giunta di dare indicazioni entro la data odierna al rappresentante del socio unico di Roma Capitale di Acea Spa per l’immediata sospensione del distacco delle utenze relative alla casa delle donne Lucha y siesta; di assicurare la tutela, la sicurezza, la stabilità e l’integrità psicofisica di tutte le donne ospitate dal centro e dei loro figli. “Questa – ha detto la consigliera del Pd Giulia Tempesta – è una mozione importante e urgente perché questa mattina era previsto l’inizio delle procedure di distacco delle utenze da parte di Acea: nella casa ci sono ancora delle donne che non sono state trasferite e anche dei bambini. Sapevamo che c’era stato un accordo, ma non lo riscontriamo da quello che ci viene detto dalle donne della Casa. Chiediamo che la sindaca e la sua maggioranza si adoperino per fermare il distacco delle utenze e per portare avanti il tavolo di confronto con Lucha y siesta perché ad oggi ci sono solo cinque appartamenti per nove donne”.

La prima replica pentastellata è arrivata dalla presidente M5s della commissione Politiche sociali Agnese Catini. “È un’ottima esperienza, di molti anni, perché allora in tanti anni al governo della città non l’avete blindata? Questa mozione è superflua la bocceremo perché noi queste cose le stiamo già facendo e lo vedrete nei prossimi giorni”. Dura la replica del capogruppo Pd Giulio Pelonzi: “Se la vostra idea è quella di staccare la luce per far uscire donne e bambini in modo forzato, questa vicenda finirà in Tribunale – ha detto Pelonzi – Se avete il coraggio fate lo sgombero e assumetevi le vostre responsabilità, altrimenti staccherò io personalmente il lucchetto e mi autodenuncerò in Questura”. L’ultima parola, tra le grida delle opposizioni,e delle donne della Casa presenti in Aula, l’ha avuta l’assessore alle Politiche sociali Veronica Mammì. “A oggi la certezza è che l’immobile andrà all’asta, non che la vincerà la Regione. Noi ci siamo sempre detti disponibili a sperimentare il progetto perché ne riconosciamo il valore ma la priorità è mettere in sicurezza le donne, perché purtroppo questo immobile lo vogliono libero”.

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