ASL ROMA I E MUNICIPIO I INSIEME CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO

Il Municipio Roma I centro ha firmato un protocollo di rete
per lo sviluppo e il consolidamento di azioni di contrasto al gioco d’azzardo e
le sue dipendenze nel rione Esquilino, con la Asl Roma I, le associazioni e
organizzazioni aderenti alla Rete sociale Esquilino, Libera Roma e Auser Lazio.
Lo rende noto il Municipio che sarà capofila del progetto. Sono previste
attività di formazione e informazione nel rione sui danni del gioco d’azzardo,
che Libera svolgerà nelle scuole medio superiori e la Caritas no azzardo nei
centri anziani, oltre a iniziative pubbliche di sensibilizzazione dei cittadini
con il coinvolgimento dei commercianti. Tutte le iniziative saranno coadiuvate
dalla Asl del Municipio e dal Servizio delle dipendenze, che interverrà nel
sostegno di coloro che ne dovessero aver bisogno. “E’ essenziale
promuovere la cultura del contrasto alle dipendenze, tra le quali ovviamente
figura il gioco d’azzardo, fin dall’inizio del percorso scolastico”, ha
affermato in una nota la presidente del I municipio Sabrina Alfonsi -. Per
questo prevediamo azioni di informazione e formazione nelle scuole così come
nei centri anziani e in tutti i luoghi di aggregazione. E un lavoro che stiamo
portando avanti anche con la consigliera regionale Marta Leonori, proponendo di
inserire nella legislazione regionale un provvedimento di contrasto al gioco
d’azzardo”.
Tra i firmatari anche l’associazione Libera Roma: “Abbiamo aderito al
percorso di impegno nel quartiere Esquilino – aggiunge il responsabile Marco
Genovese – per fare la nostra parte rispetto alla diffusione dell’azzardo, in
particolare impegnandoci nell’incontro con le nuove generazioni e con le scuole,
per diffondere conoscenza e consapevolezza. Elementi imprescindibili in una
società sempre più “patologicamente” dipendente dall’azzardo: un
settore che rappresenta oggi, non dimentichiamolo, uno snodo cruciale per il
riciclaggio di capitali di provenienza criminale, anche nella città di Roma. La
sinergia tra diversi attori, sociali e istituzionali, l’unione di azioni
differenziate e complementari, possono certamente rappresentare un elemento
positivo per il territorio e per le persone vi abitano, ma soprattutto per
affrontare un fenomeno divenuto così capillare e pericoloso”.



