-RICERCA, CNR: DA LUNEDÌ INCONTRI NELLE SCUOLE SU DIETA MEDITERRANEA
“Avvicinare i giovani a temi scientifici importanti in maniera stimolante, favorendo una loro partecipazione attiva. È questo lo scopo di ‘Scienziati e Studenti’, il progetto di divulgazione scientifica, coordinato da Rita Bugliosi, giornalista dell’ufficio stampa del Consiglio nazionale delle ricerche, e realizzato nell’ambito del progetto invecchiamento del Cnr. Titolo della IX edizione è ‘Dieta mediterranea: per vivere bene e invecchiare meglio’. Di questo stile alimentare, che ha effetti positivi sullo stato di salute sia nell’immediato sia a lungo termine, si parla quindi negli incontri tra i ricercatori del Cnr e di altre strutture e gli alunni delle scuole medie superiori di sei città: Roma, Bari, Ostuni (Br), Genova, Firenze, Napoli”. Così in una nota del Cnr.
“Ognuna delle classi coinvolte deve realizzare un breve video, traducendo così in un prodotto concreto quanto ha appreso sulla dieta mediterranea. Per prepararsi alla realizzazione del filmato i ragazzi -continua la nota- seguono un workshop, tenuto da un film maker, che spiega loro come si realizza un film, dal soggetto alle riprese, fino al montaggio. I video partecipano ad un concorso che premia i tre lavori migliori. Il progetto entra nel vivo lunedì 21 marzo alle 10.00 con l’incontro di Roma, tra gli studenti dei licei scientifici Kennedy e Keplero e Roberto Volpe del servizio prevenzione e protezione del Cnr. ”
“Richiamare l’attenzione dei ragazzi sulla dieta mediterranea è importante, si tratta infatti di uno stile di vita, basato su alimentazione sana e regolare attività fisica, che, se adottato sin da giovani, aiuta a contrastare in età adulta l’insorgenza di numerose disturbi: patologie cardiovascolari, diabete, alcuni tipi di tumore, processi infiammatori e malattie neurodegenerative”, spiega nella nota Stefania Maggi ricercatrice dell’istituto di neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (In-Cnr) di Padova e responsabile scientifico del Progetto invecchiamento. “La diffusione del junk food sta però allontanando le nuove generazioni dai cibi tipici della dieta mediterranea (frutta, verdura, legumi, cereali, pesce, olio extra vergine d’oliva) creando terreno fertile per l’insorgenza negli anni di molte patologie. Inoltre, la sedentarietà dovuta all’eccesso di uso dei computer e della televisione, è responsabile, assieme alla scorretta alimentazione, dell’elevato tasso di obesità che colpisce i nostri giovani. Coinvolgere gli studenti in un progetto come questo -prosegue Maggi-, che li spinge a tradurre quanto hanno appreso in un linguaggio a loro familiare, qual è quello delle immagini e dei video, ci è sembrato il modo migliore per avvicinarli alla dieta mediterranea”. “Non è infatti elevato il numero dei giovani che segue questo stile alimentare, secondo quanto emerge da uno studio condotto dall’In-Cnr in collaborazione con università di Padova e istituto oncologico veneto tra 565 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 19 residenti in tre aree della penisola: Nord-Ovest Montichiari (Bs), Nord-Est Conegliano (Tv) e Sud Ostuni (Br)”, continua la nota.
“Ai ragazzi è stato sottoposto un questionario per indagare il loro stile di vita e la loro alimentazione. Dalle loro risposte è emerso che solo il 14% ha un’adesione elevata alla dieta mediterranea; nel 38,6% è bassa e nel 46,4% è media. A seguirla, sono soprattutto i giovani del Sud, nei quali risulta più alta anche l’assunzione di fibre, vitamine, ferro e grassi monoinsaturi, soprattutto derivanti dall’olio extra vergine di oliva. Tra i ragazzi di Ostuni -conclude la ricercatrice- è risultata però maggiore la presenza di sovrappeso e obesità, determinata da una minore attività fisica. Si dovrebbe quindi tornare all’originario significato di dieta, dal greco ‘diaita’, ossia stile di vita, che comprende regime alimentare adeguato dal punto di vista quantitativo e qualitativo e attività fisica”.




