QUALITÀ VITA, WIKIROMA: NELLA CAPITALE 31 MINUTI IN MEDIA PER ANDARE AL LAVORO
A Roma servono in media 31 minuti per raggiungere il posto di lavoro, la media più alta fra tutte le grandi città italiane.
E’ quanto emerge dalla ricerca elaborata dall’associazione Wikiroma, secondo la quale “basterebbe che i tempi di Roma diventassero pari a quelli di Napoli, che non brilla per velocità degli spostamenti, e ogni Romano guadagnerebbe 12 minuti al giorno per cinque giorni alla settimana, cioè un’ora alla settimana, che in un anno significherebbero 50 ore circa, il che tradotto in numero di giorni (calcolati sulla base delle 18 ore) significa circa 3 giorni pieni all’anno guadagnati”.
Il secondo primato capitolino ha ancora a che fare con la mobilità. Perché Roma è la città italiana dove più grande è il numero di persone che non prende mai (cioè mai con regolarità) un mezzo pubblico. Il 35 % della popolazione romana non si serve dei mezzi pubblici, mentre a Milano è solo il 14 %, cioè la metà circa. “Ovviamente – si legge nella ricerca – i due primati sin qui citati sono collegati, in qualche modo, perché la scelta (o meglio, l’obbligo, visto che l’insoddisfazione verso i mezzi pubblici a Roma è elevatissima) di usare i mezzi privati deriva dalla cattiva performance di quelli pubblici, e il loro conseguente non utilizzo. Quel che conta però non sono solo i minuti buttati, ma il sentiment che deriva dal modo con cui questi viaggi sono compiuti. La metà della popolazione romana (49,9 %) usa l’auto per andare al lavoro, in quanto conducente, se poi si aggiunge il 14% che arriva in auto come passeggero (tipico nella combinazione scuola-lavoro, genitori-figli), si arriva all’incredibile quota di 64% della popolazione che usa per gli spostamenti regolari l’automobile”.
“Di conseguenza – si legge ancora nelle slide della ricerca – l’uso dei mezzi pubblici è notevolmente minore: solo il 17,1 % usa la metropolitana, cui bisogna aggiungere chi usa il bus (23,4 %) e il tram (4,8 %), sicché il totale arriva al 45,3 %. Bisogna considerare che a Milano quanti usano i mezzi pubblici superano il 70 % e lo stesso avviene a Torino. Persino a Napoli (che vedremo avrà sentiment negativi di giudizi sulla qualità dei servizi pubblici) i mezzi pubblici sono più frequentati, in proporzione, che a Roma”.
Per quanto riguarda l’opinione che i romani hanno del servizio Tpl della loro città, “a Roma solo il 37% si dichiara sopra la linea di soddisfazione rispetto alla frequenza di bus e tram. Solo Napoli sta peggio, perché la percentuale di soddisfatti è sotto la soglia addirittura del 20%. Ben diversa la situazione di tutte le altre città. A Genova la soddisfazione arriva quasi al 50% della popolazione, ma a Milano si raggiunge la strepitosa soglia del 70% e a Torino, ancora un punto di percentuale in più superiore. In questo caso le distanze fra Napoli e Roma da un lato e le altre sono enormi. È su questo elemento che vediamo emergere con grande evidenza una delle radici della rabbia”.
“Quando si passa alla percezione della puntualità -prosegue ancora la ricerca – la situazione è ancora peggiore. Quanti si dicono soddisfatti della puntualità di bus e tram a Roma rappresentano il 29%; ancora una volta più in basso c’è solo Napoli, intorno al 10% di soddisfatti. Al contrario Torino raggiunge quasi la soglia dell’80% di puntualità percepita, con Milano vicino al 60%; Genova che andava bene sul piano della frequenza delle corse, cede però un po’ di terreno sul piano della puntualità, che si ferma al 30%, perciò non bene. Si arriva perciò diritti alla valutazione complessiva del servizio pubblico di trasporto locale nelle varie città. A Roma coloro che si dicono molto soddisfatti rappresentano appena l’1%, mentre il 36% si dice abbastanza soddisfatto, nel totale perciò il segno positivo raccoglie meno del 40% dei consensi. In compenso c’è una soglia molto alta di quanti si dicono per nulla soddisfatti, esattamente il 20%, cui si aggiunge il 43% di persone che sono poco soddisfatti”. Infine, “il fatto che al massimo della tassazione corrisponda il minimo della qualità è qualcosa che alimenta la rabbia già per suo conto”.




