Angolo della Salute

l’OMS RASSICURA: “NON ESISTE IL RISCHIO DI TRASMISSIONE DELLE MALATTIE DA PARTE DEI MIGRANTI”

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Anche se i migranti arrivano nei Paesi  ospitanti sani, esiste una vasta gamma di problematiche  sanitarie, come le malattie non infettive, la salute  materno-infantile e la salute dei lavoratori, che secondo il  Rapporto Oms richiedono politiche mirate e culturalmente  orientate. L’impatto con gli stili di vita del tutto differenti  aumenta in chi arriva sia il rischio di malattie croniche cardiovascolari, di cancro e di obesita’ sia l’insorgere di  ansia e depressione. “Si tratta del primo rapporto per l’Oms –  ha spiegato in conferenza stampa Piroska Ostlin, deputy  regional director Oms Europa – e dimostra che i rifugiati e i  migranti godono di buona salute. Cio’ e’ comprensibile visto il  lungo viaggio che devono affrontare. Emerge, invece, che  rischiano di ammalarsi una volta arrivati nei Paesi ospitanti  soprattutto se adottano stili di vita malsani”. I dati del  Rapporto evidenziano che molte malattie non trasmissibili tra i  rifugiati e i migranti appena giunti, sembrano avere tassi di  prevalenza piu’ bassi rispetto alla popolazione che li ospita,  ma i due tassi iniziano a convergere man mano che aumenta la  durata del soggiorno del migrante nel Paese; questo e’  particolarmente evidente per l’obesita’. Inoltre, sebbene i  rifugiati e i migranti abbiano un rischio piu’ basso per quasi  tutte le neoplasie, e’ piu’ probabile che queste possano essere  diagnosticate in una fase piu’ tardiva rispetto alla  popolazione ospite. La salute mentale del migrante, che puo’  gia’ risentire di esperienze traumatiche legate al percorso  migratorio, puo’ addirittura peggiorare, come nel caso della  depressione, una volta raggiunto il Paese di destinazione, per  via delle cattive condizioni socioeconomiche e dell’isolamento  sociale. Il Rapporto sottolinea, infine, come i migranti nei  luoghi di lavoro mostrino, tra gli uomini, incidenti piu’  frequenti rispetto ai cittadini residenti, con condizioni di  impiego e di accesso alla protezione sociale e sanitaria molto  difformi. “E’ importante proteggerli – ha aggiunto Piroska  Ostlin – dalle malattie e dare loro le cure di cui hanno
bisogno. Partendo da questa base scientifica, e’ possibile  eliminare alcuni dei miti che esistono sulla salute dei  migranti. Grandi cambiamenti non ci possono essere finche’ non  li includiamo nel nostro sistema e non forniamo loro cio’ di  cui hanno bisogno. Non basta curarli, ma bisogna mantenerli in  salute. Sono convinta – ha concluso – che i sistemi sanitari  possano svolgere un ruolo fondamentale nel mantenere in salute  queste persone e dare loro assistenza quando si ammalano. Se  riusciremo a farlo, i risultati saranno straordinari per tutta  la societa’”.

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