Fatti di Roma

DIMESSI 26 CONSIGLIERI, FINISCE ERA MARINO “PD UN FAMILIARE CHE MI HA ACCOLTELLATO”

Marino fine

“Avrei voluto andare in aula per capire i motivi di una crisi che è politica. Invece il Pd ha preferito andare dal notaio, ma la politica non si vende né si compra”. Così il sindaco Ignazio Marino durante la conferenza stampa convocata in Campidoglio dopo le dimissioni dei consiglieri che hanno provocato lo scioglimento dell’Assemblea capitolina e fatto decadere sindaco e giunta.

Il Pd è come un familiare che mi ha accoltellato”, ha aggiunto Marino accolto da applausi in sala della Protomoteca. Marino ha rivendicato i risultati della sua giunta – dalla chiusura di Malagrotta allo spostamento dei camion bar dal centro storico – e ha fatto gli auguri al nuovo commissario, sottolineando che “sono stati 28 mesi di un’esperienza straordinaria”. L’operazione che aveva portato alle dimissioni dei consiglieri era scattata in mattinata, sotto la regia del Pd.

I consiglieri “congiurati” si sono ritrovati negli uffici comunali di via del Tritone per contarsi, poi si sono recati in Campidoglio dove hanno firmato negli uffici del Segretariato. Ai 19 del Pd, tra quelli di maggioranza si sono aggiunti Svetlana Celli della Civica Marino e Daniele Parrucci del Centro democratico. tra le fila dell’opposizione hanno firmato insieme al Pd il consigliere Pdl Roberto Cantiani, Alessandro Onorato e Alfio Marchini e i fittiani Ignazio Cozzoli e Francesca Barbato. Il sindaco Marino, che nel pomeriggio si è riunito con i consiglieri rimastigli “fedeli” convocando poi la conferenza stampa. Prima, alle 12 dall’Auditorium, dove veniva presentato il Cda della Fondazione Musica per Roma, Marino ha confermato la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati per la vicenda della nota spese. “L’avviso di garanzia è un atto dovuto – ha detto – Sono convinto di non aver mai usato denaro pubblico per fini privati”. omniroma

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