Angolo della Salute

TUMORI: UROLOGI, SORVEGLIANZA ATTIVA SU PROSTATA PREFERIBILE A TERAPIE INVASIVE

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Nell’ambito della terza conferenza “Active surveillance for low risk prostate cancer”,svoltasi questa mattina a Milano,sono state presentate le ultime ricerche scientifiche sulla sorveglianza attiva dei tumori alla prostata ed è stato messo in luce come sia sempre più frequente in ambito medico l’utilizzo di questo metodo piuttosto che sottoporli a terapie radicali; tra le altre cose si è parlato anche di come questo porti non solo un beneficio ai pazienti ma sia salutare pure per le casse del Servizio Sanitario Nazionale. A margine di questo convegno internazionale,organizzato dall’European School of Oncology e con la collaborazione della Società Italiana di Urologia Oncologica, è intervenuto Riccardo Valdagni,presidente del SIURO, affermando che :” “Nel nostro Paese ancora troppi uomini con un carcinoma prostatico ricevono cure che possono avere severi effetti collaterali a carico della sfera sessuale, urinaria e rettale. La sorveglianza attiva rappresenta una nuova opportunità e modifica l’approccio tradizionale che prevede quasi sempre un trattamento radicale dopo la diagnosi del tumore. In alternativa a essere sottoposto a una delle terapie radicali come chirurgia, radioterapia o brachiterapia, il paziente con tumore indolente è sottoposto a esami e controlli periodici. Questo vale per tutta la vita o fino a quando la malattia non modifica le sue caratteristiche iniziali. Se la patologia cambia siamo in grado di interrompere il percorso osservazionale, intervenire tempestivamente e indirizzare il paziente al trattamento

Lorenzo Letta

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