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SULLO SCANDALO PEDOFILIA TRUMP DIFENDE FRANCESCO

TRUMP


Nello scandalo pedofilia, che sta scuotendo la Chiesa cattolica degli Stati Uniti, – scrive Emanuela Tulli dell’ANSA – il presidente Donald Trump prende le difese del Papa. In un’intervista ad un sito conservatore, il Daily Caller, Trump si dice “molto triste” per “tutte queste cose che sono successe negli ultimi 70 anni” e che ora hanno “un impatto veramente negativo sulla Chiesa” cattolica che lui “rispetta molto”.
Quanto al papa, Trump gli riconosce di aver gestito la crisi “come meglio non si poteva”. Il presidente non ha voluto rispondere alla domanda se i leader della Chiesa cattolica negli Usa si dovrebbero dimettere alla luce delle ultime rivelazioni. E il caso più importante di prelato sotto pressione è quello del cardinale arcivescovo di Washington, Donald Wuerl, che nei giorni scorsi ha incontrato il papa in Vaticano. La notizia è stata diffusa dai media americani, mentre nessuna comunicazione al riguardo c’è stata da
parte del Vaticano. L’incontro tra il pontefice e l’alto prelato, uno dei più importanti cardinali negli Stati Uniti e nel mondo, aveva l’obiettivo di valutare la situazione personale del cardinale sotto accusa per come ha gestito il dossier abusi sessuali quando era arcivescovo di Pittsburgh, in Pennsylvania.
In ballo ci sono le possibili dimissioni: il pressing è sempre più forte e negli ultimi giorni si sono registrate anche contestazioni pubbliche nei confronti dallo stesso cardinale. Il Papa avrebbe suggerito al cardinale, accusato di coperture, di consultarsi con i suoi sacerdoti.
L’incontro auspicato dal Papa, sempre stando alle fonti americane, c’è stato lo scorso lunedì¬ e sarebbe emerso un clero diviso: alcuni preti avrebbero chiesto al cardinale di dimettersi, mentre altri lo hanno esortato a restare al suo posto. Pesa sul futuro dell’arcivescovo di Washington non solo il rapporto del Gran Giurì¬ della Pennsylvania ma anche la testimonianza’ dell’ex nunzio in Usa, mons. Carlo Maria Viganò, secondo cui i vertici del Vaticano, Wuerl incluso, sarebbero stati a conoscenza delle molestie del precedente arcivescovo, Theodore McCarrick, e avrebbero insabbiato.
Ore molto difficili dunque per il cardinale che, prima dell’incontro di lunedì, per il Labor Day, aveva precedentemente inviato una lettera aperta ai sacerdoti della sua diocesi per ribadire la sua volontà di continuare a servire la Chiesa, chiedendosi quale sia ora il modo migliore. Nella lettera ai preti della diocesi Wuerl chiede di “stringerci con le nostre preghiere e la nostra fedeltà al nostro Santo Padre, Papa Francesco. E’ sempre più  che è l’oggetto di un attacco violento”. Wuerl esprime anche la sua “angoscia per coloro che hanno sofferto e il dolore per non essere stato in grado di essere presente sia per gli abusati che per tutti coloro che ora sentono un senso di alienazione. Nel mio cuore, ora mi chiedo – confessa il cardinale – quale sia il modo in cui posso servire
meglio questa Chiesa, che amo molto”.
Dall’America all’Australia, dove restano aperte le ferite legate a decenni di abusi sui minori. Ora la Chiesa australiana pensa che una via possa essere un maggiore coinvolgimento delle donne. Il Consiglio per la Verità , la Giustizia e la Guarigione, istituito nel 2013 dalla Chiesa cattolica australiana per rispondere alle denunce di abusi sessuali a minori portate alla luce dalla Commissione nazionale d’inchiesta sulla risposta delle istituzioni alle vittime di pedofilia, ha esortato ad adottare un meccanismo di “quote” per affidare a donne ruoli decisionali in tutti i livelli della Chiesa. Una posizione che fa seguito a evidenze emerse nell’inchiesta, secondo cui la diversa proporzione di donne ha condizionato l’incidenza di abusi sessuali a minori nelle varie diocesi del paese. (ANSA).

(Fotografia da www.formiche.net).

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