Angolo della Salute

SISTEMA SANITARIO NAZIONALE E COVID 19, QUALI SCENARI

L’epidemia da COVID 19 sta provocando uno sconvolgimento profondo del SSN italiano e dell’ intero sistema economico italiano ed europeo. La drammaticità della crisi, complice anche la lentezza con cui alcuni accorgimenti sono stati presi a livello governativo per contrastarla, da sola non basta a spiegare il profondo mutamento epocale che la epidemia COVID 19 sta generando nel nostro SSN. Il SSN in Italia è un architrave della nostra stessa vita sociale che sarebbe molto ma molto differente se esso non esistesse.

In primis l’assetto regionalistico del SSN, come determinato dal referendum costituzionale del Titolo V del 2001, ha mostrato nei fatti di non reggere all’ impatto della grande crisi sanitaria COVID-19: troppi centri decisionali, anche regionali, pletorici ridondanti sensibili prevalentemente all’ impatto dei media sui loro speech, troppi scienziati e/o pseudoscienziati con le loro ricette sanitarie sempre pronti a beccarsi l’un l’altro nei media, governance politica lenta poco risoluta incerta e senza il necessario pugno di ferro sul sistema. Questi fattori in concorrenza tra di loro hanno diluito ed amplificato nel tempo gli effetti nefasti della polmonite virale COVID-19 (concentrandola nel lombardoveneto produttivo), senza però sminuirne gli importanti risultati quoad vitam sui nostri anziani in termini di insufficienza respiratoria acuta. Primum vivere, deinde philosophari dicevano gli antichi. Noi manchiamo molto moltissimo nel nostro depredato e malridotto sistema sanitario nazionale e regionale di mascherine, dispositivi di protezione individuale, respiratori artificiali, ventilatori meccanici, caschi a pressione positiva, posti letto di rianimazione e specialisti in anestesiologia. Il tutto frutto di una ventennale carente e miope scelta di riduzione dei costi sanitari che oggi paghiamo a caro prezzo, innescata dalla esposizione prona ai voleri economici di una UE che ci vuole schiacciati e desertificati dal punto di vista produttivo.

Il regionalismo sanitario è lento, debole, autoreferenziale, egoista nelle risposte iperacute ad una emergenza sanitaria così drammatica, dove anche 15 giorni di ritardo possono significare migliaia di morti in più. Il potere governativo centrale ha mostrato in questi due mesi di tregenda tutti i suoi limiti (ferrovie, porti ed aeroporti, comuni, enti locali, strade, sanificazioni, protezione civile, commissari e supercommissari vari, disposizioni ed ordinanze, uso iperacuto dei media). 

In Italia, a mio giudizio, abbiamo accumulato ponderosi ritardi ed imboccato strade -anche in buona fede- di dubbia efficacia: un esempio su tutti, mi dite a cosa serve la pseudosanificazione di alcune strade di Roma quando tutta la monnezza sta ancora nei cassonetti e sui marciapiedi ?? Non sarebbe stato utile SUBITO invece approntare e requisire mediante ORDINANZA PREFETTIZIA una enorme discarica a Roma già esistente ma chiusa come Malagrotta, per esempio, in deroga eccezionale e per un periodo contingente e limitato di qualche mese, per smaltire e togliere dalle strade di Roma le monnezze varie ?? Perché il virus COVID-19 sembrerebbe resistere vitale ed infettante anche per molte ore sulle superfici di varia natura (metalli, plastica, scarpe, vestiti, asfalto, ecc) in attesa di trovare un nuovo ospite umano su cui banchettare.

In Italia, il SSN ha mostrato tutti i suoi limiti, ma grazie al sacrificio dei tanti oscuri ed eroici operatori sanitari (medici, infermieri, OSS, tecnici, ecc), esso ha tenuto botta e spalmato nel tempo la campana virale della morte, permettendo di salvare molte vite umane. Ma non basta più e questo grande sacrificio umano potrebbe soprattutto non bastare nell’ immediato futuro.

Ora abbiamo bisogno di scelte decisive, dure e dolorose, limitatrici veramente delle libertà individuali, ma rispettose delle regole scientifiche della Comunità internazionale: per farlo serve soprattutto una catena di comando governativa più efficace non solo sul piano economico, ma soprattutto su quello dei comportamenti e delle finalità. Basta zone d’ ombra e satrapie locali e regionali. Se serve ben vengano militari ed esercito. Perché questa è una guerra vera e propria e siamo sotto un massiccio bombardamento da parte di un nemico invisibile e terribile: serve coesione, responsabilità ed impegno di tutti. Tutti devono fare la loro parte, nessuno escluso.

Usciremo sicuramente da questa epidemia COVID 19 anche se sarà lunga e dura e gli esiti a distanza terribili, soprattutto sui più giovani. La nostra economia ne uscirà sconvolta e molto diversa, la nostra stessa democrazia potrà essere messa in discussione come anche il nostro sistema legislativo ordinario e costituzionale. 

Tuttavia, il nostro amato SSN potrebbe uscirne rafforzato paradossalmente, prevedendo al suo interno nel futuro anche questo tipo di insorgenze iperacute e soprattutto riorganizzando meglio il sistema sanitario territoriale evitando sprechi e doppioni privatistici degli ospedali pubblici e superspecializzando i nostri migliori ospedali e policlinici pubblici. Il virus terribile, potrà però portare alla fine di questa epidemia, sperabilmente una ventata di gente migliore, nuova, onesta e proba e soprattutto giovane e capace. Ma questo lo tratteremo più approfonditamente nelle prossime puntate dove esporremo anche analisi dettagliate ed istruzioni per l’ uso.

“Dietro ogni problema esiste sempre una opportunità. Galileo Galilei”

Prof. Francesco Russo, Medico-Chirurgo e Presidente European Charity Fund Mail: francesco.russo@uniroma2.it


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