Fatti di Roma

SICUREZZA: 900 ANZIANI ROMANI VITTIME DI TRUFFE NEL 2015. DA ACLI ROMA E POLIZIA DI STATO IL VADEMECUM PER GLI ANZIANI

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Sono 900 gli anziani che dal 1 gennaio 2015 a Roma e provincia sono state vittime di truffe o tentativi di raggiri. Proprio per contrastare questo fenomeno le ACLI di Roma, in collaborazione con la Federazione Anziani e Pensionati delle Acli di Roma e l’Unione Sportiva Acli Roma e con il patrocinio della Polizia di Stato hanno realizzato una serie di corsi volti a preparare gli anziani su come comportarsi nel caso subiscano un tentativo di truffa. Da questa esperienza è stato realizzato un apposito vademecum antitruffa che verrà distribuito gratuitamente, a tutti gli anziani che ne faranno richiesta presso i circoli Acli di Roma e provincia e che contiene alcuni consigli come non aprire la porta di casa a sconosciuti, non portare grosse somme di denaro, ricordarsi che nessun ente manda a casa personale per riscuotere le bollette.

Il vademecum, che verrà distribuito inizialmente in 5000 copie, è stato presentato oggi presso il Centro anziani Sabotino in Via Sabotino, 7 alla presenza di LUCIA MUSCARI, Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato, SABRINA ALFONSI, Presidente Municipio Roma I Centro, EMILIANO MONTEVERDE, Assessore alle Politiche Sociali e Servizi alla Persona del Municipio Roma I Centro, LIDIA BORZÌ, Presidente delle Acli di Roma, SERAFINO ZILIO, Segretario Nazionale FAP Acli, ANTONIO PITZOI, Segretario FAP Acli Roma, LUCA SERANGELI, presidente US Acli Roma, BRUNO LAUS, Presidente Centro Sociale Anziani “Sabotino”. Special Guest dell’evento l’attore, scrittore, autore e regista teatrale GIOVANNI SCIFONI. L’evento fa parte del ciclo di appuntamenti della I edizione dell’”Ottobrata Solidale”, un percorso di avvicinamento al Giubileo della Misericordia promosso dalle Acli di Roma.

A partire da dicembre 2014 sono stati oltre 300 gli anziani che hanno preso parte ai corsi antitruffa promossi dalla Fap e dalle Acli di Roma nelle zone di Garbatella, Cecchina, Guidonia, Ponte Mammolo e Nomentano. Tutti i corsi hanno avuto un parte teorica realizzata grazie al contributo di membri della Polizia di Stato, e una parte pratica con gli istruttori U.S. Acli C.A.M.D.O. (Coordinamento Acli di Arti Marziali e Discipline Orientali) che hanno mostrato ai partecipanti tecniche di coordinazione motoria e gestione dell’emotività, tecniche di prevenzione e strumenti di autodifesa e percezione dell’ambiente.

“La giornata di oggi –  ha dichiarato LIDIA BORZÌ, presidente delle Acli di Roma e provincia – corona un percorso che finora ha coinvolto oltre 300 anziani. Sappiamo però che la strada davanti a noi è ancora lunga, perché per contrastare le truffe c’è bisogno di un continuo lavoro di prevenzione. L’alleanza fra il sistema Acli e la Polizia di Stato permette di agire efficacemente, costruendo importanti legami fiduciari e di prossimità che aiutano le persone a informarsi ed essere informati. È per questo che tutti coloro i quali partecipano ai nostri corsi apprendono l’importanza del passaparola e di condividere con altri anziani le proprie esperienze. Le 5000 copie del vademecum che distribuiremo in questa prima fase sono soltanto un inizio, presto metteremo a disposizione di ancora più persone questo libro piccolo, ma che rappresenta un supporto concreto e di facile fruizione”.

“La nascita di questo vademecum – ha aggiunto ANTONIO PITZOI, segretario della FAP Acli Roma – è per me motivo di gioia, perché grazie a questo percorso offriamo un servizio prezioso per gli anziani. Essendo stato in passato vittima di tentativi di truffa so bene quanto sia importante sapere come comportarsi, perciò sono contento che da oggi tutti potranno avere sempre con loro questo strumento che rappresenta un valido aiuto”.

“Oggi è il coronamento del lavoro fatto durante tutto l’anno – ha concluso LUCIA MUSCARI, Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato – in pratica una scommessa vinta. Abbiamo pensato, infatti, che per poter aiutare concretamente gli anziani e poter insegnare loro a difendersi dalle truffe o dai retati che potevano riguardarli era necessario fare rete, ricreare il villaggio, intenso nel senso antico nel termine, ossia fare squadra intorno a loro per insegnarli a confidare i dubbi e a parlare con la polizia non solo quando i reati si compiono, ma anche quando c’è una situazione che possa creare dei sospetti. Quest’ esperienza ha portato ad ottimi risultati e per questo la riproporremo in futuro negli altri municipi”.

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