Religioni

SANTA MARIA IN TRASPONTINA DIVENTA SIMBOLICAMENTE LA “TENDA DELL’AMAZZONIA”

Una chiesa della capitale nei giorni del Sinodo dei Vescovi per l’Amazzonia diventa simbolicamente una grande “tenda dell’Amazzonia” per dare voce ai popoli indigeni.

Si tratta della chiesa di Santa Maria in Traspontina, a due passi dal Vaticano dove i vescovi di tutto il mondo saranno riuniti sino al 26 ottobre insieme al Papa per discutere di Amazzonia. E così stasera, alle 19.30, nel giorno convenzionalmente riconosciuto come quello della “scoperta dell’America”, si terrà una celebrazione speciale chiamata “Tierra sin males”, che “vuole essere un gesto di perdono e di riconciliazione con la terra e con tutte le vittime dei popoli indigeni. Sarà un momento da non perdere per riconciliarci con la storia”, dicono gli organizzatori di “Amazzonia: Casa comune”.  

Portare un messaggio di speranza e di riconciliazione con l’Amazzonia, attraverso la fraternità e la spiritualità delle sue genti. Camminare insieme verso una “terra senza mali”, rispettando lo stile del “buen vivir” che abbraccia un uso responsabile di tutti i beni del creato. È quanto avverrà quindi nella chiesa della Traspontina.

“Sarà un momento da non perdere – spiega la missionaria dell’Equipe itinerante Sr. Maria Eugênia Lloris Aguado -, un’opportunità per riconciliarci con la storia. Ovviamente il nostro cammino presenta sempre dei momenti di luce e dei momenti di buio e noi vogliamo chiedere perdono per questi momenti bui, a nome di quanti nel corso dei secoli non hanno adeguatamente rispettato la natura e si sono approfittati sia dei popoli originari, sia della foresta”. 

“Parliamo di ’Terra senza mali’ – spiega il missionario comboniano fratel Antonio Soffientini, della segreteria esecutiva di Amazzonia: Casa Comune – perché è un modo per tornare alla creazione, alle origini. In particolare, saranno quattro i momenti centrali che scandiranno questa celebrazione: il primo sarà di accoglienza e sarà un momento in cui riconosceremo l’Amazzonia e i volti degli indigeni; poi ci sarà un momento di ascolto del grido che ancora oggi viene dall’Amazzonia, e alla luce della Parola, ci sarà una richiesta di perdono e infine di riconciliazione, che prevede un momento in processione fino a Piazza San Pietro, all’insegna di questo nuovo cammino che chiediamo in primis alla Chiesa e poi a tutta l’umanità”.

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