SALUTE, IL 28 EVENTO “RIFORMA COSTITUZIONALE E SALUTE: POSSIBILI SCENARI NAZIONALI E REGIONALI”
Il 28 settembre alle ore 18, presso la sala del Tempio di Adriano della Camera di Commercio, si terrà un evento che darà modo di conoscere meglio e approfondire le modifiche proposte dalla Riforma Costituzionale che dovremo votare tramite referendum nelle prossime settimane. Tutti stanno però parlando dei cambiamenti amministrativi, politici, di bicameralismo ma non sono ancora state spiegate le variazioni che comporterebbe al sistema salute.
A tal proposito, Roche con il patrocinio di Farmindustria e dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute delle Regioni Italiane promuove un evento dal titolo “Riforma costituzionale e salute: possibili scenari nazionali e regionali” a cui prenderanno parte esponenti istituzionali, nazionali e regionali, esperti e tecnici del settore, rappresentanti dell’associazione e dunque verranno illustrate le ragioni fondanti alla base del consenso e del dissenso.
“Come azienda fortemente impegnata a fianco dei pazienti, dei clinici e delle istituzioni, promuovere un dibattito sulla riforma costituzionale, che dia spazio in egual misura alle ragioni favorevoli e contrarie alla riforma, è un ulteriore modo per rafforzare il diretto dialogo tra e con tutti gli attori del SistemaSalute – commenta Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato di Roche S.p.A. – Riteniamo, inoltre, che questo evento possa aiutare ad approfondire le dinamiche istituzionali ed organizzative connesse alla salute, diritto primario della persona e che possa quindi contribuire ad un voto più consapevole, valorizzando nel contempo il ruolo del settore farmaceutico, quale parte integrante e fondamentale del comparto sanitario”.
La sanità sarà interessata dalla riforma del Titolo V della Costituzione e in particolar modo dalla modifica dell’articolo 117 che sancisce il riparto delle competenze tra Stato e Regioni. Al centro del dibattito le possibili conseguenze dell’abrogazione della legislazione concorrente tra Stato e Regioni, gli impatti della cosiddetta “clausola di supremazia” e i potenziali cambiamenti negli assetti organizzativi regionali e nazionali, ma anche la mobilità interregionale per motivi di cura, l’accesso alla cura e alla terapia, le liste d’attesa e i LEA.




