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PERCHÉ L’AMAZZONIA CI SALVERÀ: LO SPIEGA FRA BUFFON

Sarà l’Amazzonia a salvarci? Alla domanda, in vista del Sinodo dei Vescovi convocata da papa Francesco per la Regione Panamazzonica, risponde in forma affermativa il libro “Perché l’Amazzonia ci salverà. Francesco, la Madre Terra e il futuro dell’Occidente” (Edizioni Terra Santa 2019, pagg. 112, 12 euro) di fra Giuseppe Buffon, frate minore, professore ordinario di Storia della Chiesa alla Pontificia Università Antonianum di Roma.

Perché l’Amazzonia ci salverà? Si tratta del polmone verde, foresta che da sola combatte l’accumulo di CO2 nel mondo, con una riserva idrologica eccezionale, una biodiversità unica che con il suo 30-50 per cento delle specie animali e vegetali del pianeta, rappresenta una delle maggiori riserve di flora e fauna. Si tratta di un territorio ricco di culture ancestrali: 340 comunità indigene con oltre 200 lingue aborigene, i cui membri “riconoscenti per la generosità dell’acqua e della foresta, vigilano sui fiumi e si prodigano per la cura della terra. Si sentono custodi della foresta e delle sue risorse”, come sottolinea fra Buffon.

Ma perché ci salverà? Scrive l’Autore: “La saggezza maturata dalle popolazioni amazzoniche può essere utile e forse indispensabile per rivedere il rapporto tra l’essere umano e la Madre Terra, il rapporto tra l’essere umano e il proprio fratello, e il rapporto dello stesso essere umano con sé stesso. La spiritualità di quella popolazione può condurci verso una nuova antropologia, una nuova politica, una nuova società e cultura, e una nuova teologia”.

Con la convocazione di un Sinodo speciale sull’Amazzonia, papa Francesco – ispirato dall’immenso orizzonte del santo di cui ha scelto il nome – riporta con vigore all’attenzione della comunità internazionale l’urgenza di una “conversione ecologica” globale. Per il Pontefice argentino i popoli indigeni di quella regione sono gli ultimi testimoni di un rapporto con la terra unico e primordiale, profondamente intessuto nella cultura, al punto da rappresentare un paradigma per il resto del mondo. La riserva amazzonica ci salverà con le sue foreste, la sua acqua, la sua biodiversità. Ci salverà con la fraternità e la spiritualità delle sue genti. Ci salverà con la deferenza dei suoi popoli verso la Madre Terra.

“Ma noi, popoli dell’Occidente industrializzato, popoli del pragmatismo finanziario e dell’efficienza tecnocratica, ci lasceremo ammaestrare dall’Amazzonia, ci lasceremo ’amazzonizzare’? Ci lasceremo salvare dalla sua visione della vita?”, si chiede fra Buffon che propone come riferimento il Santo di Assisi: “Chi se non Francesco può offrire all’Occidente quella risorsa spirituale, culturale e antropologica che gli consente di aprirsi alla salvezza amazzonica? Chi se non Francesco, dunque, può fungere da intercessore e patrono per un Occidente che nella pretesa di soggiogare la natura smarrisce i segreti della sua misteriosa bellezza?”

Sui passi di Francesco d’Assisi – patrono dei cultori dell’ecologia, amato anche dai non credenti – si muove dunque la Chiesa del Terzo Millennio e Giuseppe Buffon – fine studioso del francescanesimo – guida il lettore a comprendere il valore universale dell’Amazzonia proprio attraverso la visione profetica e moderna del “cantore della Creazione”, capace di tenere insieme il corpo, lo spirito, la natura, Dio e il coro di tutte le creature dell’universo. Il libro di fra Buffon sarà presentato giovedì 26 settembre in una conferenza stampa alle 16.00 presso il Senato della Repubblica, Sala dei Presidenti, Palazzo Giustiniani, a Roma. 

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