lunedì , 20 novembre 2017

PER IL COAS SERVIZI VACCINALI INADEGUATI PER LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE

vaccino-influenza

“Il <<combinato>> di obbligatorietà, risorse limitate, il tempo di preavviso ridotto e la tendenza degli Italiani ad aspettare l’ultimo momento, sta creando difficoltà pratiche non indifferenti alla maggior parte delle famiglie che pur vogliono mettersi in regola con le norme della legge sui “vaccini”.

E’ quanto dichiara Alessandro Garau, segretario nazionale del CoAS Medici Dirigenti alla vigilia della riapertura delle scuole in molte regioni italiane.

“Il COAS – aggiunge Garau – vuole segnalare i disservizi creati da una mancata valutazione delle possibilità effettive dei Servizi vaccinali di far fronte a tutto il lavoro non espletato in questi ultimi anni che, d’improvviso, è stato dichiarato “obbligatorio ai fini della frequenza scolastica”.

“Sui Servizi vaccinali, – specifica Garau – già ridotti dalla possibilità di ricoprire i posti lasciati vacanti dai  Medici recentemente pensionati, il cosiddetto “blocco del turn-over”, si è riversata una mole di lavoro, concentrato nel tempo, ed assolutamente sproporzionato alle possibilità di risposta”.

“Il Ministero – aggiunge Garau – ha sollecitato l’approvazione di una legge, senza verificare quali potessero essere le effettive possibilità del Sistema di applicarla, con la conseguenza di disservizi non indifferenti per le famiglie”.

“Al nostro sindacato – prosegue Garau – sono arrivate numerose segnalazioni di disservizi. Ad esempio nei siti delle Aziende Sanitarie sono comparse notifiche di procedure inesistenti, quali: prenotazioni on-line, prenotazioni per telefono, soddisfacimento di tutti quelli presentatisi in una certa giornata. Spesso al pulsante di Prenotazioni online non si apriva alcuna schermata, al telefono non rispondeva nessuno o ci si è sentito dire che non si potevano accettare prenotazioni telefoniche, presentatisi all’ambulatorio si scopriva che era stata ripristinata la pratica dell’ordine di arrivo ma che in ogni caso in quella giornata non si sarebbero effettuate più di un numero prefissato di vaccinazioni”.

“Insomma, la promulgazione della legge – conclude Garau –  non è stata preceduta da uno studio di realizzabilità e non è stata seguita da un intervento mirato ad una sua effettiva ed ordinata applicazione”.

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