PER I TUMORI PEDIATRICI TERAPIE SEMPRE PIÙ SICURE A LUNGO TERMINE

Grazie ai miglioramenti nelle cure, dal 1970 ad oggi si è assistito a un consistente declino dei problemi cardiaci dei malati guariti da un tumore diagnosticato prima dei 21 anni.
È la buona notizia che arriva da uno studio su oltre 23 mila sopravvissuti a un cancro pediatrico, riportato sul British Medical Journal. Lo studio è stato condotto da Daniel Mulrooney, della Divisione Oncologica dei Sopravvissuti presso l’ospedale pediatrico St Jude Children’s Research Hospital, a Memphis, che spiega: questo miglioramento della salute a lungo termine dei sopravvissuti a un tumore pediatrico è il risultato degli sforzi fatti per ridurre l’esposizione del bambino oncologico agli effetti tossici delle terapie.
Il campione di guariti aveva ricevuto le cure oncologiche negli anni ’70, ’80, e ’90. Per questi tre sottogruppi di pazienti è stata valutata la salute cardiovascolare ed è emerso che dagli anni ’70 si è ridotto molto il rischio cardiovascolare degli ex pazienti oncologici. In particolare, il rischio di malattia delle arterie che ossigenano il cuore (le coronarie) è diminuito in maniera consistente, passando da un rischio dello 0,38% per i pazienti trattati negli anni ’70 allo 0,24% per quelli trattati negli anni ’80, fino allo 0,19% per i pazienti trattati negli anni ’90. Questo studio mostra che gli sforzi per ridurre la cardio-tossicità delle cure oncologiche nel bambino funzionano, concludono gli autori.



