PAPA: SERVE UNA FEDE CAPACE DI SPEZZARE LE CATENE NOSTRE E DI CHI CI STA ACCANTO

Chiediamo “allo Spirito Santo un cuore aperto, sensibile a Dio e ospitale verso i fratelli” e “una fede audace” capace “di spezzare le catene, nostre e di chi ci sta accanto” e “un’apertura di cuore”. È quanto ha affermato Papa Francesco nel corso dell’Udienza generale.
Continuando il ciclo di catechesi sugli Atti degli Apostoli, il Pontefice ha incentrato la sua meditazione sul tema ’Vieni in Macedonia e aiutaci!’.
“Leggendo gli Atti degli Apostoli – ha sottolineato Francesco – si vede come lo Spirito Santo è il protagonista della missione della Chiesa: è Lui che guida il cammino degli evangelizzatori mostrando loro la via da seguire. Questo lo vediamo chiaramente nel momento in cui l’apostolo Paolo, giunto a Troade, riceve una visione. Un macedone lo supplica: ’Vieni in Macedonia e aiutaci!’. L’Apostolo non ha esitazioni, parte per la Macedonia, sicuro che è proprio Dio a inviarlo, e approda a Filippi, ’colonia romana’ sulla via Egnatia, per predicare il Vangelo”.
La potenza del Vangelo, ha continuato “si indirizza, anzitutto, alle donne di Filippi, in particolare a Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiatira, una credente in Dio a cui il Signore apre il cuore ’per aderire alle parole di Paolo’”.
“Questa apertura del cuore – ha spiegato – testimonia l’efficacia della predicazione apostolica ed è conseguenza del ’tocco’ delicato ma incisivo dello Spirito che opera insieme e tramite l’evangelizzatore. Una volta che il cuore è aperto, la persona può dare ospitalità a Cristo e agli altri: Lidia, infatti, accoglie Cristo ricevendo il Battesimo insieme alla sua famiglia e accoglie quelli che sono di Cristo, ospitando Paolo e Sila nella sua casa”.
“Abbiamo qui la testimonianza dell’approdo del cristianesimo in Europa: l’inizio di un processo di inculturazione che dura ancora oggi”, ha detto il Papa che, riferendosi al popolo della Macedonia, ha proseguito a braccio: “Ricordo quel popolo che mi ha accolto con tanto calore (viaggio apostolico nel maggio scorso, ndr). Conservino la fede che Paolo gli ha predicato”



