Religioni

PAPA: “PREGIUDIZI NON FANNO COGLIERE REALTA’, SERVONO ASCOLTO UMILE E ATTESA DOCILE”

Papa Francesco rivolge gli auguri natalizi ai membri della Curia


I pregiudizi allontanano dalla realtà, bisogna “aprire il cuore e la mente e assumere un atteggiamento di ascolto umile e di attesa docile”. E’ l’invito rivolto da Papa Francesco ai fedeli all’Angelus in piazza San Pietro, partendo dal Vangelo di oggi, Gesù che torna a Nazareth e va a insegnare nella Sinagoga. Tutta la gente che lo ascolta, ricorda Francesco, “passano dalla meraviglia all’incredulità. Essi fanno un confronto tra l’umile origine di Gesù e le sue capacità attuali: è un falegname, non ha fatto studi, eppure predica meglio degli scribi e opera miracoli. E invece di aprirsi alla realtà, si scandalizzano. Il figlio di Dio capovolge ogni schema umano: non sono i discepoli che hanno lavato i piedi al Signore, ma è il Signore che ha lavato i piedi ai discepoli. Questo è un motivo di scandalo e di incredulità, in ogni epoca, anche oggi”.

“È lo scandalo dell’incarnazione – spiega Bergoglio – il capovolgimento operato da Gesù impegna i suoi discepoli di ieri e di oggi a una verifica personale e comunitaria. Anche ai nostri giorni infatti può accadere di nutrire pregiudizi che impediscono di cogliere la realtà. Ma il Signore oggi ci invita ad assumere un atteggiamento di ascolto umile e di attesa docile, perché la grazia di Dio spesso si presenta a noi in modi sorprendenti, che non corrispondono alle nostre aspettative. Dio non si conforma ai pregiudizi. Dobbiamo sforzarci di aprire il cuore e la mente per accogliere la realtà divina che ci viene incontro”.

“Si tratta di avere fede: la mancanza di fede è un ostacolo alla grazia di Dio. Molti battezzati vivono come se Cristo non esistesse: si ripetono i gesti e i segni della fede, ma ad essi non corrisponde una reale adesione alla persona di Gesù e al suo Vangelo. Ogni cristiano invece – conclude Francesco – è chiamato ad approfondire questa appartenenza fondamentale, cercando di testimoniarla con una coerente condotta di vita, il cui filo conduttore è la carità”.

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