PAPA: LA ROBOTICA NON METTA A RISCHIO LAVORO DI MIGLIAIA DI PERSONE

Il progresso tecnologico con l’avvento della robotica rischiano di mettere a rischio il lavoro di migliaia di persone. Il grido d’allarme è arrivato dal Papa in occasione dell’udienza ai partecipanti al seminario ’Il bene comune nell’era digitale’.
Se la robotica, da una parte “potrà mettere fine ad alcuni lavori usuranti, pericolosi e ripetitivi – ha evidenziato il Pontefice – dall’altra parte potrebbe diventare uno strumento meramente efficientistico: utilizzato solo per aumentare profitti e priverebbe migliaia di persone del loro lavoro, mettendo a rischio la loro dignità”.
“Problemi nuovi – ha osservato Bergoglio – richiedono soluzioni nuove: il rispetto dei principi e della tradizione, infatti, deve essere sempre vissuto in una forma di fedeltà creativa e non di imitazioni rigide o di riduzionismi obsoleti. Quindi, ritengo lodevole che non abbiate avuto paura di declinare, a volte anche in modo preciso, dei principi morali sia teorici, sia pratici, e che le sfide etiche esaminate siano state affrontate proprio nel contesto del concetto di ’bene comune’. Le problematiche che siete stati chiamati ad analizzare riguardano tutta l’umanità e richiedono soluzioni estendibili a tutta l’umanità”.
“Da una parte, si potrà favorire un più grande accesso alle informazioni attendibili e quindi garantire l’affermarsi di analisi corrette”, sottolinea Francesco che poi avverte: “dall’altra, sarà possibile, come mai prima d’ora, fare circolare opinioni tendenziose e dati falsi, ’avvelenare’ i dibattiti pubblici e, persino, manipolare le opinioni di milioni di persone, al punto di mettere in pericolo le stesse istituzioni che garantiscono la pacifica convivenza civile”.
Il Pontefice ha avvertito: “Se i progressi tecnologici fossero causa di disuguaglianze sempre più marcate, non potremmo considerarli progressi veri e propri. Il cosiddetto progresso tecnologico dell’umanità, se diventasse un nemico del bene comune, condurrebbe a una infelice regressione a una forma di barbarie dettata dalla legge del più forte. Perciò vi ringrazio perché con i vostri lavori vi impegnate in uno sforzo di civiltà, che si misurerà anche sul traguardo di una diminuzione delle disuguaglianze economiche, educative, tecnologiche, sociali e culturali. Fino a quando una sola persona rimarrà vittima di un sistema, per quanto evoluto ed efficiente possa essere, che non riesce a valorizzare la dignità intrinseca e il contributo di ogni persona, il vostro lavoro non sarà terminato”.



