PAPA IN ESTONIA: “CURARE I LEGAMI TRA GENERAZIONI E TRA COMUNITÀ”
“Una terra feconda richiede scenari a partire dai quali radicare e creare una rete vitale in grado di far sì che i membri delle comunità si sentano a casa. Non c’è peggior alienazione che sperimentare di non avere radici, di non appartenere a nessuno”.
Lo ha detto Papa Francesco parlando a Tallin alle autorità civili dell’Estonia, nell’ultima tappa del suo 25esimo viaggio apostolico che lo ha portato nei Paesi Baltici a 25 anni dalla visita di San Giovanni Paolo II.
“Una terra sarà feconda, un popolo darà frutti e sarà in grado di generare futuro solo nella misura in cui dà vita a relazioni di appartenenza tra i suoi membri, nella misura in cui crea legami di integrazione tra le generazioni e le diverse comunità che lo compongono; e anche nella misura in cui rompe le spirali che annebbiano i sensi, allontanandoci sempre gli uni dagli altri”, ha detto Jorge Mario Bergoglio, che non ha voluto esplicitare ulteriormente il riferimento alla situazione degli immigrati nella repubblica baltica. Francesco ha assicurato i “cari amici” estoni che “in questo sforzo”, “potete sempre contare sul sostegno e sull’aiuto della Chiesa Cattolica, una piccola comunità tra di voi, ma con tanta voglia di contribuire alla fecondità di questa terra”.




