PAPA: CURARE VECCHI E GIOVANI È LA CULTURA DELLA SPERANZA

Curare i vecchi e i giovani è la cultura della speranza. È quanto ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta. A riportarlo è Vatican News.
Francesco ha sottolineato che i segni della presenza del Signore si vedono nell’“abbondanza di vita”, di giovani e vecchi nelle piazze, società e famiglie. “Il segno della vita, – ha detto il Papa – il segno del rispetto alla vita, dell’amore alla vita, il segno di far crescere la vita e questo è il segno della presenza di Dio nelle nostre comunità e anche il segno della presenza di Dio che fa maturare un popolo, quando ci sono dei vecchi. È bello questo: ‘Siederanno ancora nelle piazze di Gerusalemme ognuno con il bastone in mano, per la loro longevità’, è un segnale. E anche tanti bambini, usa un’espressione bella, ‘formicoleranno’. Tanti! L’abbondanza della vecchiaia e della fanciullezza. È questo il segnale, quando un popolo cura i vecchi e i bambini, li ha come tesoro, questo è il segnale della presenza di Dio, è la promessa di un futuro”.
“Quando un Paese invecchia e non ci sono dei bambini, – ha poi aggiunto Francesco – tu non vedi le carrozzine dei bambini sulle strade, non vedi le donne incinte: ‘Un bambino, meglio di no…’. Quando tu leggi che in quel Paese sono più i pensionati che i lavoratori. È tragico! E quanti Paesi oggi incominciano a vivere questo inverno demografico. E poi quando si trascurano i vecchi si perde – diciamolo senza vergogna – la tradizione, la tradizione che non è un museo di cose vecchie, è la garanzia del futuro, è il succo delle radici che fa crescere l’albero e dare fiori e frutti. È una società sterile per ambedue le parti e così finisce male”.
“E non dimentico mai – ha continuato – quella vecchietta sulla piazza centrale di Iași, in Romania, quando mi guardò la nonna – era come le nonne romene, col velo -, mi guardò, aveva il nipote in braccio e me lo ha fatto vedere, come dicendo: ‘Questa è la mia vittoria, questo è il mio trionfo’. Quell’immagine, che ha fatto il giro del mondo, ci dice più di questa predica. Pertanto l’amore di Dio è sempre seminare amore e far crescere il popolo. Non cultura dello scarto. Mi viene di dire, scusatemi, a voi, parroci, quando alla sera fate l’esame di coscienza, domandate questo: come oggi mi sono comportato con i bambini e con i vecchi? Ci aiuterà”.



