mercoledì , 21 febbraio 2018

NON SIAMO PADRONI DEL TEMPO

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Noi non siamo né eterni né effimeri: siamo uomini e donne in cammino nel tempo, tempo che incomincia e tempo che finisce”. Ispirato dal passo del Primo Libro dei Re, sulla morte di Davide, Francesco ha invitato tutti “a pregare e chiedere la grazia del senso del tempo per non restare imprigionati dal momento presente, chiuso in se stesso”.

“Quando io morirò – ha detto Jorge Mario Bergoglio a quanto riferito da Vatican News – cosa mi sarebbe piaciuto fare oggi in questa decisione che io devo prendere oggi, nel modo di vivere di oggi? E’ una memoria anticipata che illumina il momento di oggi. Illuminare con il fatto della morte le decisioni che io devo prendere ogni giorno”.

Io non sono il padrone del tempo, ripetere questo aiuta – ha continuato il Santo padre – perché ci salva da quella illusione del momento, di prendere la vita come una catena di anelli di momenti, che non ha senso. Io sono in cammino e devo guardare avanti ma anche considerare che la morte è un’eredità, non l’eredità materiale ma della testimonianza. E domandarci quale eredità se Dio oggi mi chiamasse? Quale eredità io lascerò come testimonianza di vita? È una bella domanda da farci. E così, prepararci perché tutti noi, nessuno di noi rimarrà ‘di reliquia’. No, tutti andremo su questa strada”, ha concluso Francesco.

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