L’ARCIVESCOVO ZANCHETTA È IN VATICANO: “A DISPOSIZIONE DELLA GIUSTIZIA”

L’arcivescovo di Salta, Gustavo Zanchetta, per il quale la giustizia argentina ha spiccato un ordine di cattura internazionale, si trova in Vaticano. Il prelato, scrive oggi il quotidiano La Nacion, è alloggiato presso la residenza Santa Marta, la stessa dove vive anche il papa Francesco fin da quando è stato eletto nel 2013, e si considera “a disposizione della giustizia”.
Lo ha confermato alla testata argentina il sacerdote spagnolo Javier Belda Iniesta, professore di Diritto canonico, che si è presentato come rappresentante legale e portavoce. “Lui ha sempre collaborato con la giustizia e lo continuerà a fare, senza alcun dubbio”, ha affermato Belda Iniesta, che ha quindi smentito che il suo rappresentato sia “latitante” e ha manifestato che Zanchetta si presenterà alla citazione del tribunale di Salta fissata per il 27 novembre. Belda Iniesta non ha quindi escluso che accompagnerà l’arcivescovo in Argentina e ha denunciato che Zanchetta è “vittima di un montaggio messo in piedi da tre sacerdoti”.
La magistratura argentina aveva emesso mercoledì scorso nei confronti dell’arcivescovo un ordine di cattura internazionale per il reato di abuso sessuale ai danni di due seminaristi nella città di Salta. Il pubblico ministero, Maria Soledad Filtrin, ha dichiarato il vescovo latitante dopo che questi non ha risposto alle ripetute telefonate effettuate ed alle email inviate per degli atti processuali e dopo la sua decisione di istituire il suo domicilio nello Stato del Vaticano.
L’uscita di Zanchetta dall’Argentina era stata autorizzata lo scorso mese di agosto dal giudice di garanzia Claudio Parisi, ed è stato in quella occasione che il vescovo aveva fornito i suoi ultimi recapiti ai quali non risulta però ormai reperibile. L’ex vescovo di Oran è considerato inoltre vicino a papa Francesco. Lo stesso pontefice lo ha designato nel dicembre del 2017 ad un incarico nell’amministrazione del patrimonio della sede apostolica (Apsa) dopo che erano già emerse le prime accuse nei confronti di Zanchetta. Lo stesso pontefice ha poi autorizzato a maggio di quest’anno l’apertura nei suoi confronti di un giudizio canonico.



