IN VATICANO APERTO IL CONVEGNO SULLE NUOVE FORME DI SOLIDARIETÀ

Si è aperto questa mattina nella Casina Pio IV alle spalle della Basilica di San Pietro dentro la Città del Vaticano il convegno “Nuove forme di solidarietà, tra inclusione, integrazione e innovazione”, le tre “i” su cui il pontificato di Papa Francesco ha voluto chiamare a raccolta economisti importanti come il nuovo direttore del Fondo monetario Kristalina Georgieva o il premio Nobel Joseph Stiglitz, ministri delle Finanze come l’argentino Martin Guzman e importanti ricercatori di scienze sociali delle principali università cattoliche del mondo per una sorta di “Conferenza di Davos” ispirata all’enciclica Laudato Sii. Ha aperto i lavori della mattinata Stefano Zamagni, presidente della Pontificia accademia di scienze sociali ricordando infatti la dottrina sociale espressa nell’enciclica di Papa Francesco.
“Cosa si intende per nuove forme di solidarietà, il titolo del seminario odierno?”, si è chiesto padre Zamagni. “La solidarietà è uno dei pilastri della Chiesa cattolica. È un fatto che ora ci troviamo di fronte ad una controrivoluzione silenziosa che si basa sulla crescita dell’esclusione sociale, delle diseguaglianze, con rischi la democrazia”. Gustavo Beliz, segretario agli affari strategici dell’Argentina, ha proseguito lo stesso filo di discorso nei lavori della conferenza, aggiungendo il global warning come elemento distorsivo dell’equilibrio sociale e di preoccupazione per il futuro del pianeta. “Anche in Argentina, ha detto, le risorse naturali diminuiscono e avanza anzi la speculazione mentre servirebbe unirci in uno spirito di New social compact”. Secondo Beliz il problema non sono le crisi globali in sé, “il problema è che non ci sono idee di come affrontare le crisi globali, i politici vanno orientati, in modo da aumentare la resilienza delle strutture sociali e aumentare la solidarietà”, ha concluso. Per Beliz “siamo ancora in tempo”.



